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«Senza cambiamenti l’estate a Ferrara sarà sempre più calda»

di Gian Pietro Zerbini
«Senza cambiamenti l’estate a Ferrara sarà sempre più calda»

Mercalli: inquinare di meno per limitare il surriscaldamento «La vera anomalia di quest’anno sono le punte di 40 gradi»

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Temperature a 40 gradi, caldo africano opprimente e poi temporali e trombe d’aria che provocano danni. L’estate 2017 dal punto di vista climatico sta riservando sorprese non proprio piacevoli. Uno dei massimi esperti nazionali in materia di clima, Luca Mercalli, interviene sull’argomento parlando a ruota libera dei trattati sul clima e della situazione climatica di Ferrara e del Delta del Po.

Mercalli, è un’estate anomala o dobbiamo aspettarcene altre di questo tenore in futuro?

«Diciamo che è un’estate anomala per le temperature molto elevate, anche se su questo fronte ci sono stati campanelli d’allarme da almeno 20 anni. Basta ricordare l’estate 2003, che rimane ancora la più calda negli ultimi 200 anni con dati certificati dal Cnr. Questa del 2017 si avvicina molto e, in attesa di conoscere i dati completi di agosto, sarà senz’altro la seconda o la terza più calda di sempre. Da non dimenticare che anche recentemente, sia nel 2015 e nel 2012 ci sono state estati caldissime. Aggiungiamo quindi un punto in più sul grafico di quello che stiamo dicendo da anni. Sono segni inequivocabili di un cambiamento climatico».

C’è consapevolezza di questi campanelli d’allarme sul clima che cambia?

«Questo allarme è stato recepito a livello internazionale fin dal 1992, quando è stata firmata a Rio la convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici . Ma non è stato sufficiente a quanto pare. I provvedimenti concreti per ridurre l’inquinamento atmosferico sono stati tentennanti fino ad arrivare alla conferenza di Parigi del dicembre 2015, dove tutti d’accordo hanno concordato sulla necessità di interventi concreti e urgenti. Ma negli ultimi anni abbiamo visto che quel trattato rimane ancora un foglio di carte, addirittura indebolito in questa fase dalla posizione negazionista del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. La malattia è stata diagnosticata, ma il paziente si rifiuta di curarsi. I sintomi sono ancora modesti, e anche nella convinzione comune che basta accendere il condizionatore per allentare la sensazione di calore e aspettare l’arrivo dell’autunno e del fresco, senza pensare che tra 10 anni le cose saranno decisamente ancora peggiori e questo ritardo nella cura porta il malato allo stato terminale».

Ferrara e la sua provincia quest’anno hanno stabilito in vari giorni il record di luogo più caldo d’Italia per temperatura percepita. Cosa sta succedendo?

«Si tratta di un fenomeno estremo legato al riscaldamento globale. Avere per più giorni il termometro che oscilla sui 40 gradi a Ferrara, è una delle novità assolute che portano ad un disagio notevolissimo di tipo tropicale. Tra l’altro la zona del Delta del Po, particolarmente umida e poco ventilata, è più esposta al caldo umido, quello che crea più problemi al corpo umano. Paradossalmente si sopportano meglio 45 gradi nel deserto del Sahara che 35 gradi a Ferrara se si trova un tasso di umidità altissimo».

Anche i temporali violenti con trombe d’aria registrati nelle ultime settimane sono da attribuire a un cambiamento climatico in atto?

«Su questi fenomeni bisogna essere più prudenti. Come dimostra la statistica, temporali estivi di forte intensità ce ne sono sempre stati. Quello che è cambiato rispetto al passato sono le infrastrutture. Dalle case, alle automobili, all’asfalto delle strade, c’è più cemento. È aumentata nelle nostre città la vulnerabilità, è cambiato l’uso del territorio. Il vero fenomeno nuovo e inequivocabile è l’aumento della temperatura».

Nei prossimi anni cosa dobbiamo aspettarci?

«Andremo incontri ad estate sempre più calde con temperature superiori ai 40 gradi. Le giornate calde saranno più frequenti e le estati più lunghe. Gli inverni paradossalmente diventeranno sempre più miti e gradevoli, anche se non mancheranno i giorni freddi ma saranno ridotti. Mentre l’estate si dilata».

Cosa fare per evitare questa prospettiva di variazione climatica decisamente improntata sul surriscaldamento?

«Cambiare il nostro comportamento. Come è stato ribadito anche durante la conferenza sul clima di Parigi, siamo noi la causa dell’aumento della temperatura, e quindi dobbiamo pensare di ridurre l’inquinamento con un vita più sobria, meno sprechi, minor utilizzo del petrolio e maggior impiego di pannelli solari e di energia pulita. In gioco c’è il nostro futuro e soprattutto quello dei nostri figli. Un aumento della temperatura di 5 gradi, previsto nei prossimi anni se questo è l’andamento, creerebbe molti problemi per tutti».

Cosa rischiano in futuro anche i ferraresi?

«Oltre ad un’estate più torrida in città ci sarà da affrontare anche il problema dell’aumento del mare, compreso Adriatico, dovuto allo scioglimento generale dei ghiacci. Bisogna quindi iniziare a ragionare seriamente su tutti questi fattori che sono alla base del cambiamento climatico e cercare di limitarli. Molto dipende proprio da noi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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