La guerra delle ambulanze «Troppe le incongruenze»
Monta la polemica delle associazioni locali sul servizio trasporto pazienti dimessi L’avvocato Gisella Rossi: non tutto è chiaro, ora dal Sant’Anna vogliamo gli atti
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Si presenteranno in ospedale con un plico di carte, l’avvocato al seguito e la richiesta di poter prendere visione di tutti gli atti. L’obiettivo più immediato sembra evidente: impedire all’azienda ospedaliera di reclamizzare per il servizio di trasporto infermi dimessi dal Sant’Anna una sola associazione e bloccare la distribuzione dei volantini con cui l’azienda sanitaria invita i pazienti che necessitano della prestazione a rivolgersi alla “Santa Liviana” di Milano (dal 7 agosto opera a Ferrara). Proprio questo aspetto e la concessione di un tavolo e alcune sedie in ospedale, con volantino in vista, al sodalizio lombardo (circostanza confermata l’altro ieri da una responsabile di “Santa Liviana”) ha spinto un gruppo di associazioni e coop ferraresi, già inserite nell’elenco dei soggetti autorizzati pubblicato sul sito on line del Sant’Anna, a minacciare un’azione legale. La vicenda è intricata e «ancora poco chiara - spiega l’avvocato Gisella Rossi, che rappresenta due operatori locali, Croce Bianca e Nico Soccorso - per questo motivo incontreremo subito dopo ferragosto i dirigenti del Sant’Anna per chiedere un accesso agli atti».
Per farsi un’idea della questione occorre fare un passo indietro. Per anni il servizio di accompagnamento a casa dei disabili dimessi, che necessitano di un mezzo adeguatamente attrezzato, ha comportato gravi disagi per i cittadini, con attese anche di ore e conti in alcuni casi esorbitanti (anche da 150 euro). L’azienda ospedaliera ha deciso di intervenire in un ambito “privato” (si tratta di un servizio di trasporto, non sanitario) per cercare di sciogliere un nodo che moltiplica le difficoltà per i pazienti in uscita e rischia di riflettersi negativamente anche sull’immagine del polo di Cona. Qualche anno fa l’ospedale ha compilato una lista con dieci soggetti (associazioni, coop) autorizzati a svolgere il servizio, ai quali è stato recentemente aggiunto il nome del sodalizio milanese.
Al bando biennale del 2016 nessuna associazione ferrarese ha partecipato. «Non è stato adeguatamente pubblicizzato - diceva ieri un operatore locale - Ma non è vero che abbiamo saputo dell’avviso pubblico solo dopo che era scaduto il tempo - ha precisato - Abbiamo ritenuto di non partecipare al bando perché le condizioni richieste, in particolare quelle tariffarie (30 € per un tragitto di 20 km andata e ritorno più 1 € al km oltre quella distanza), non sono sostenibili».
“Santa Liviana” invece ha aderito ed è stata inserita nell’elenco. «Non è previsto però che possa svolgere quel servizio in esclusiva, tantomeno che sia il Sant’Anna a indicare quell’operatore come l’unico referente di un servizio che non può essere regolato dall’ospedale - commenta l’avvocato Rossi - Chiederemo all’azienda sanitaria se ha esperito i controlli previsti (le associazioni hanno precisi obblighi su sede, età e chilometraggio dei mezzi, attrezzature, persino sulla prevenzione della legionella) anche a carico di chi è stato inserito in lista di recente. Riferiremo ai dirigenti dell’ospedale anche alcune incongruenze emerse da accertamenti che abbiamo compiuto». (gi.ca.)
Per farsi un’idea della questione occorre fare un passo indietro. Per anni il servizio di accompagnamento a casa dei disabili dimessi, che necessitano di un mezzo adeguatamente attrezzato, ha comportato gravi disagi per i cittadini, con attese anche di ore e conti in alcuni casi esorbitanti (anche da 150 euro). L’azienda ospedaliera ha deciso di intervenire in un ambito “privato” (si tratta di un servizio di trasporto, non sanitario) per cercare di sciogliere un nodo che moltiplica le difficoltà per i pazienti in uscita e rischia di riflettersi negativamente anche sull’immagine del polo di Cona. Qualche anno fa l’ospedale ha compilato una lista con dieci soggetti (associazioni, coop) autorizzati a svolgere il servizio, ai quali è stato recentemente aggiunto il nome del sodalizio milanese.
Al bando biennale del 2016 nessuna associazione ferrarese ha partecipato. «Non è stato adeguatamente pubblicizzato - diceva ieri un operatore locale - Ma non è vero che abbiamo saputo dell’avviso pubblico solo dopo che era scaduto il tempo - ha precisato - Abbiamo ritenuto di non partecipare al bando perché le condizioni richieste, in particolare quelle tariffarie (30 € per un tragitto di 20 km andata e ritorno più 1 € al km oltre quella distanza), non sono sostenibili».
“Santa Liviana” invece ha aderito ed è stata inserita nell’elenco. «Non è previsto però che possa svolgere quel servizio in esclusiva, tantomeno che sia il Sant’Anna a indicare quell’operatore come l’unico referente di un servizio che non può essere regolato dall’ospedale - commenta l’avvocato Rossi - Chiederemo all’azienda sanitaria se ha esperito i controlli previsti (le associazioni hanno precisi obblighi su sede, età e chilometraggio dei mezzi, attrezzature, persino sulla prevenzione della legionella) anche a carico di chi è stato inserito in lista di recente. Riferiremo ai dirigenti dell’ospedale anche alcune incongruenze emerse da accertamenti che abbiamo compiuto». (gi.ca.)
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