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La Spagna non risponde L’estradizione è rimandata

La Spagna non risponde L’estradizione è rimandata

I giudici di Genova non hanno ricevuto carte da Valencia e sollecitano il Ministero Quasi chiuse indagini ferraresi su Eder Guidarelli, che resta in carcere ad Imperia  

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Le indagini di procura e carabinieri di Ferrara sono quasi terminate, indizi e prove riscontrati, tutti i testimoni della tragedia ascoltati, si attendono i risultati dell’autopsia e degli esami tecnici, medico-legali. Ma sui tempi di chiusura del caso giudiziario aperto dopo l’omicidio di Marcello Cenci, commesso da Eder Guidarelli, i tempi si allungano, l’estradizione è ritardata. Perché come emerso dalle prime ore dopo la tragedia, ancora non si sa con certezza chi dovrà “processare” Eder Guidarelli. Anzi, i tempi - da quanto si apprende - si dilatano sempre più. Perchè la Corte d’appello di Genova, che deve pronunciarsi sulla «litispendenza internazionale» che fa da sfondo alla tragedia, tra Spagna e Italia, non avrebbe ancora ricevuto (dopo un mese e mezzo) gli atti dalla Spagna per poter decidere se accogliere il rifiuto di Eder all’estradizione in Spagna (dove è stato commesso l’omicidio) e consentire alle autorità giudiziaria italiane (Ferrara in questo caso) di proseguire nell’inchiesta, e in tutti i provvedimenti che seguiranno fino al processo. Da quanto si apprende, la stessa Corte d’appello, non ricevendo atti dalla Spagna, ha sollecitato le autorità iberiche tramite il ministero di giustizia italiana: perchè serve far in fretta, decidere dove e come verrà processato Eder Guidarelli.

Il giudice Vittore Ferraro (poi deciderà un collegio di tre giudici della Corte d’appello di Genova), al momento titolare della causa sulla «litispendenza», chiede di avere risposte subito dalla Spagna per valutare appieno le ragioni tecnico giuridiche di questa vicenda: i tempi della sua decisione, formalmente, scadono a breve, agli inizi di settembre, 60 giorni dall’arresto a Ventimiglia (3 luglio) e dalla prima udienza (due giorni dopo). E visto che siamo in piena pausa feriale, potrebbe anche non essere rispettato il termine e potrebbe essere richiesta e concessa una proroga. Dunque, questo al momento è il solo dubbio rimasto nella tragedia che ha choccato la città e spaccato la comunità di Pontelagoscuro, dove i due ragazzi sono cresciuti e dove le loro famiglie hanno vissuto. La ricostruzione della tragedia ormai è più che completa ed Eder Guidarelli rimane in carcere ad Imperia dopo l’ordine di custodia firmato dai magistrati ferraresi che lo accusano di aver ucciso l’amico con una «lucida determinazione». Ultimo atto di una lunga scia di violenze che Marcello Cenci aveva subìto dall’estate scorsa: tre ripetute aggressioni violente di Eder verso Marcello, fino al dicembre scorso, poi un “buco” di 7 mesi in cui Eder non aveva dato problemi, fino alla notte del 2 luglio, quando dopo aver percorso 1500 km da Ferrara a Valencia, ha atteso Marcello Cenci sotto casa sua e lo ha ucciso strangolandolo, alle spalle. Una lucida determinazione che peserà non poco sulle determinazioni dei magistrati, nonostante la difesa sottolinei il fatto che Eder è sempre più disorientato e disorientante, tanto da poter arrivare a sottoporlo a perizia psichiatrica. Come del resto era emerso, hanno dichiarato i difensori di Eder, dopo il suo interrogatorio “surreale” a Imperia in cui ha continuato a dirsi estraneo all’omicidio di Marcello, il giudice aveva riferito ai difensori «di sottoporlo subito ad una perizia psichiatrica». Valutazioni che famiglia e legali di Marcello Cenci non accettano, dichiarandosi «sconcertati» dalle dichiarazioni di Eder: «appare a tutti evidente come Eder abbia agito con consapevolezza e premeditazione protratte nel tempo», aveva dichiarato il legale dei Cenci. Per ribadire che «non si capisce come possano ritenersi compatibili certe lucide attività (la creazione di un falso profilo Facebook per spiare Marcello e il viaggio a Valencia di 15 ore) con un’asserita infermità mentale».(d.p.)

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