l’associazione chiede un elenco dei medici dissenzienti
«Niente pillola? Così è Medioevo»
L’Udi sull’obiezione di coscienza dopo la segnalazione di un’utente
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Tra i numerosi commenti che ha suscitato la notizia della mancata prescrizione della pillola anticoncezionale a un’assistita da parte di un medico di base di Ferrara, è da registrare anche quello dell’Udi. La segnalazione è giunta dalla stessa assistita che dice si essersi rivolta alla dottoressa alcuni giorni fa ricevendo l’indicazione di procurarsi il farmaco senza ricetta da una farmacia della città. «Mi pare una posizione da Medioevo - dichiara Liviana Zagagnoni, responsabile Udi Ferrara - Siamo sorpresi e allibiti. Quando all’inizio degli anni ’70 la contraccezione fu ammessa dalla legge, iniziammo una campagna di informazione in questa provincia che tra gli effetti positivi ne ebbe uno che ci fece riflettere: c’erano donne che ci confidavano di aver tratto notevoli benefici dall’uso della pillola anche nei rapporti sessuali col marito. L’obiezione di coscienza sull’uso della “pillola” è inconcepibile: un anticoncezionale serve ad evitare le gravidanze indesiderate e cioè anche gli aborti. Chi invoca l’obiezione di coscienza sull’aborto dovrebbe essere favorevole, non avversare l’assunzione del farmaco». Zagagnoni concorda con il presidente dell’Ordine dei medici di Ferrara, Bruno Di Lascio: «Non si può “obiettare” sulla prescrizione della pillola anticoncezionale - afferma - e la donna ha diritto di conoscere chi sono i professionisti che non la prescrivono. Abbiamo già chiesto alla Regione un elenco degli ostetrici obiettori, cosa dobbiamo fare: chiederlo anche per i medici di base?».
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