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Nuovi allevamenti nel Bondenese tra dubbi e timori

Nuovi allevamenti nel Bondenese tra dubbi e timori

Ambientalisti preoccupati: impatto importante sul territorio Necessario un intervento politico urgente sui progetti

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BONDENO. Il progetto per quello che sarà il terzo allevamento intensivo di grandi dimensioni che sorgerà a Bondeno (per la precisione sul confine tra Scortichino e Finale Emilia, in località La Pesa) non ha mancato di sollevare la protesta di qualche esponente ambientalista. Come nel caso di Nelson Zagni, attivista di un comitato che si occupa di verificare la correttezza nelle pratiche ricostruttive.

«Da tanti anni – dice - ogni bondenese possiede circa un suino a testa, ma sembra che la situazione stia cambiando in fretta. Andiamo per ordine: l’allevamento Cascone, presente tra Scortichino e Burana, in via Piretta Rovere, alleva 15-20mila suini (e 10 litri di deiezioni ciascuno). L’impianto produce anche energia elettrica e fornisce liquami alle centrali biogas di Bondeno». Il liquame immesso nelle centrali, «deve poi essere distribuito nelle campagne, mentre la parte secca viene commercializzata come ammendante agricolo. Quello del digestato liquido – continua l’ambientalista - è un problema non indifferente, dato che contiene notevoli quantità di spore, batteri, nitrosamine ed ammoniaca; tanto che nelle aree dove si produce il Parmigiano Reggiano è vietato spargerlo sui terreni».

La ditta in questione ha presentato altre due domande per altrettanti allevamenti: «Il primo in confine con Finale Emilia (località la Pesa, via Obici) dove si chiede di allevare 2800 scrofe e 18.000 polli, l’altra in confine con il mantovano località Ponte della Vela (ex allevamento Ferrari). In questo caso si parla di circa 30mila suini. Pur essendo sui confini, come sempre accade in casi simili, il carico prevalente resta sul territorio di Bondeno – ricorda Zagni - ed è ovvio è che diventerebbe una situazione molto pesante per gli abitanti, sia per i cattivi odori, ma prima di tutto per la salute di tutti. Ora, purtroppo, la decisione spetta alla Regione, dato che i comuni devono solo esprimere un parere in conferenza di servizio, che come prassi difficilmente rimanda le pratiche. Al massimo pone osservazioni, tanto per salvare la faccia. Se politicamente non si interverrà in fretta, a livello regionale, per i bondenesi si profilano anni non gradevoli» .

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