A Longastrino ecco l’associazione che “Fedeben” a tutti
LONGASTRINO. «Una bella provvidenza». Don Sante Bertarelli, parroco di Longastrino, usa le parole, che meglio si addicono ad un prete per descrivere l’encomiabile gesto fatto dall’associazione...
2 MINUTI DI LETTURA
LONGASTRINO. «Una bella provvidenza». Don Sante Bertarelli, parroco di Longastrino, usa le parole, che meglio si addicono ad un prete per descrivere l’encomiabile gesto fatto dall’associazione “Fedeben” di Filo. Quel magnifico gruppo di volontari che a forza di raccogliere carta e qualche altra encomiabile iniziativa, sono in grado di mettere in campo continue donazioni. Lo hanno fatto nei giorni scorsi con i giochi per il parco di Filo e si sono ripetuti con una sostanziosa donazione consistente in varie attrezzature sanitarie e per la cucina, alla “Casa dell’Accoglienza” della parrocchia di Longastrino. «Abbiamo già dato ma continueremo finché possiamo - ci ha raccontato Mirella Brusa dell’associazione Fedeben di cui è presidente Albano Zalambani -. Abbiamo saputo che in quella casa d’accoglienza c’era bisogno di qualche cosa e l’abbiamo donato».
A conclusione dei lavori d’installazione dei pezzi donati, don Sante mostra cosa è stato fatto nel tempo, fin da quando nel 1987, l’allora parroco don Umberto Paganelli, diede il via a questa realtà d’accoglienza ricavata a fianco della canonica. Vengono ospitate otto persone autosufficienti più due giornaliere. In cucina c’è Martina una giovane cuoca e l’assistenza.
Don Sante dice: «Ne avevamo bisogno ma loro, quelli di “Fedeben”, hanno fatto di più e per questo è stata una sorpresa e li ringrazio. Un gesto che va ad unirsi agli altri che quotidianamente vengono fatti. Penso a chi ogni giorno ci porta frutta e verdura, al medico Giorgio Savioli che tutti i martedì controlla gli ospiti e ne cito solo alcuni ma sono tanti. Siamo una famiglia e una realtà che i longastrinesi e non solo loro, hanno premura. Il problema è non riuscire a rispondere alle richieste e poi, non possiamo ospitare anziani non autosufficienti». (g.c.)
A conclusione dei lavori d’installazione dei pezzi donati, don Sante mostra cosa è stato fatto nel tempo, fin da quando nel 1987, l’allora parroco don Umberto Paganelli, diede il via a questa realtà d’accoglienza ricavata a fianco della canonica. Vengono ospitate otto persone autosufficienti più due giornaliere. In cucina c’è Martina una giovane cuoca e l’assistenza.
Don Sante dice: «Ne avevamo bisogno ma loro, quelli di “Fedeben”, hanno fatto di più e per questo è stata una sorpresa e li ringrazio. Un gesto che va ad unirsi agli altri che quotidianamente vengono fatti. Penso a chi ogni giorno ci porta frutta e verdura, al medico Giorgio Savioli che tutti i martedì controlla gli ospiti e ne cito solo alcuni ma sono tanti. Siamo una famiglia e una realtà che i longastrinesi e non solo loro, hanno premura. Il problema è non riuscire a rispondere alle richieste e poi, non possiamo ospitare anziani non autosufficienti». (g.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
