I vini ferraresi non temono il meteo Sarà un’annata top
Vendemmia anticipata di una settimana per i bianchi I produttori: «La campagna si annuncia di qualità»
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«Ormai è una costante degli ultimi anni dover anticipare la vendemmia anche di 5/7 giorni – ci spiega Mirco Mariotti, titolare dal 2009 dell'omonima azienda vitivinicola di Consandolo - sia per motivi climatici, il caldo di questi anni è innegabile che produca conseguenze sullo sviluppo dell'uva, sia per motivi commerciali in quanto le varietà più richieste a conclusione del ciclo produttivo (imbottigliamento e vendita) sono quelle che producono vini frizzanti e che si raccolgono per prime: trebbiano e malvasia».
Mariotti ha raccolto la decennale esperienza del padre Giorgio, fra i primi a prendere coscienza della tipicità dei vini prodotti sui suoli sabbiosi dei vigneti “a piede franco” del Bosco Eliceo, divenendo uno dei promotori della Doc ottenuta nel 1989 e decidendo di vinificare direttamente dal 1998 le uve di vigneti particolarmente vocati, tra i quali la vigna del “Fondo Luogaccio”, a San Giuseppe di Comacchio, area tipica dell’autoctona Fortana, localmente nota come Uva d’Oro.
Ad oggi il vigneto del “Fondo Luogaccio”, che si trova all'interno del Sito Natura 2000 denominato “Duna di San Giuseppe”, è riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna come vigneto storico con il nome di “Duna della Puia”, antico toponimo della zona. L'azienda conduce direttamente circa 9 ettari di vigneto e la cantina produce circa 20mila bottiglie a stagione.
«Sarà sicuramente una campagna caratterizzata dall'alta qualità del prodotto anche perché Ferrara è stata risparmiata dagli eventi calamitosi delle scorse settimane e soprattutto le brinate di aprile hanno toccato solo marginalmente il nostro territorio. I vigneti poi non sono stati colpiti da malattie fungine e appaiono particolarmente in buona salute. Tutti elementi che fanno pensare al meglio».
Scopo dell'azienda è produrre vini locali nel solco della tradizione dei vini emiliani, con particolare attenzione all'ancestrale rifermentazione in bottiglia, che dona ai vini frizzanti una profondità e una capacità di evoluzione difficilmente raggiungibile con le altre tecniche di produzione.
Anche Emanuele Mattarelli, responsabile commerciale della storica Cantina di Vigarano Mainarda è assolutamente ottimista.
«Non mi sembra di vedere nulla di spaventoso che ci costringa a stravolgere e anticipare i piani di raccolta che avevamo programmato all'inizio della campagna 2017. Al massimo anticiperemo di una settimana alcune varietà ma solo per motivi logistici, in quanto la zona di produzione dalla quale attingiamo per la nostra cantina arriva fino alla collina. Lavoriamo circa 4mila quintali di uva e la reale si aggira attorno ai 27/28 ettari di superficie».
La passione per il vino nasce infatti nell’immediato dopoguerra grazie all’opera di Umberto Mattarelli, dalla gestione di un’osteria e dalla rivendita per il consumo familiare. Nel 2012 è entrata in produzione la nuova cantina, vero e proprio gioiello per la modernità dei processi in una cornice di eco sostenibilità, con annessa sala di degustazione. La parte produttiva è ora seguita dal proprietario Umberto Mattarelli (nipote del fondatore), mentre l’area commerciale è curata appunto da Emanuele Mattarelli che rappresenta la 4° generazione nella logica continuazione dell’attività di famiglia.
Lauro Casoni
Mariotti ha raccolto la decennale esperienza del padre Giorgio, fra i primi a prendere coscienza della tipicità dei vini prodotti sui suoli sabbiosi dei vigneti “a piede franco” del Bosco Eliceo, divenendo uno dei promotori della Doc ottenuta nel 1989 e decidendo di vinificare direttamente dal 1998 le uve di vigneti particolarmente vocati, tra i quali la vigna del “Fondo Luogaccio”, a San Giuseppe di Comacchio, area tipica dell’autoctona Fortana, localmente nota come Uva d’Oro.
Ad oggi il vigneto del “Fondo Luogaccio”, che si trova all'interno del Sito Natura 2000 denominato “Duna di San Giuseppe”, è riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna come vigneto storico con il nome di “Duna della Puia”, antico toponimo della zona. L'azienda conduce direttamente circa 9 ettari di vigneto e la cantina produce circa 20mila bottiglie a stagione.
«Sarà sicuramente una campagna caratterizzata dall'alta qualità del prodotto anche perché Ferrara è stata risparmiata dagli eventi calamitosi delle scorse settimane e soprattutto le brinate di aprile hanno toccato solo marginalmente il nostro territorio. I vigneti poi non sono stati colpiti da malattie fungine e appaiono particolarmente in buona salute. Tutti elementi che fanno pensare al meglio».
Scopo dell'azienda è produrre vini locali nel solco della tradizione dei vini emiliani, con particolare attenzione all'ancestrale rifermentazione in bottiglia, che dona ai vini frizzanti una profondità e una capacità di evoluzione difficilmente raggiungibile con le altre tecniche di produzione.
Anche Emanuele Mattarelli, responsabile commerciale della storica Cantina di Vigarano Mainarda è assolutamente ottimista.
«Non mi sembra di vedere nulla di spaventoso che ci costringa a stravolgere e anticipare i piani di raccolta che avevamo programmato all'inizio della campagna 2017. Al massimo anticiperemo di una settimana alcune varietà ma solo per motivi logistici, in quanto la zona di produzione dalla quale attingiamo per la nostra cantina arriva fino alla collina. Lavoriamo circa 4mila quintali di uva e la reale si aggira attorno ai 27/28 ettari di superficie».
La passione per il vino nasce infatti nell’immediato dopoguerra grazie all’opera di Umberto Mattarelli, dalla gestione di un’osteria e dalla rivendita per il consumo familiare. Nel 2012 è entrata in produzione la nuova cantina, vero e proprio gioiello per la modernità dei processi in una cornice di eco sostenibilità, con annessa sala di degustazione. La parte produttiva è ora seguita dal proprietario Umberto Mattarelli (nipote del fondatore), mentre l’area commerciale è curata appunto da Emanuele Mattarelli che rappresenta la 4° generazione nella logica continuazione dell’attività di famiglia.
Lauro Casoni
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