Il carcere, una città che dialoga con Ferrara
Visita di Ferragosto di una delegazione di consiglieri comunali all’Arginone La comandante: «Le aggressioni? Cinque segnalate ma solo una effettiva»
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È stato sicuramente un Ferragosto diverso dal solito quello trascorso da una delegazione di consiglieri comunali di Ferrara, che, su invito della neo garante dei detenuti Stefania Carnevale, si sono recati in vista alla casa circondariale. I consiglieri hanno potuto vedere gli spazi comuni, la palestra, la chiesa, la cucina, l’orto, il laboratorio di artigianato, e parlare con i detenuti e gli operatori sanitari e della polizia penitenziaria. Le numerose attività che si fanno durante l’anno, anche di tipo ricreativo culturale, sono sospese durante l’estate mentre proseguono quelle auto gestite, come la coltivazione dell’orto, il teatro, il giornalino.
Una visita che Stefania Carnevale ha organizzato per l’intero consiglio, perché «è importante avere uno sguardo politico sul carcere. Ho voluto invitare l’intero consiglio a entrarvi il giorno di Ferragosto per portare simbolicamente la città all’interno del carcere e nello stesso tempo, far uscire il carcere nella città, per ricreare quel flusso interno/esterno che durante l’estate si interrompe. Ho cercato di unire questi due mondi, perché in realtà la casa circondariale è una casa nella città. I detenuti mantengono loro diritti pur perdendo quello alla libertà, ed è importante su questo lo sguardo della politica», ha spiegato Stefania Carnevale.
L’impressione che la Garante ha avuto dell’Arginone è quello di un luogo dove le coordinate spazio temporali sono invertite, ossia ci sono «spazi troppo pieni e tempi vuoti, mentre dovrebbe essere il contrario, con spazi più vivibili e tempi più pieni». Circa un centinaio i detenuti in più rispetto alla capienza del carcere; 365 quelli attuali, mentre la capienza regolamentare ne prevede 252 ma quella massima 472. Tuttavia, la comandante del carcere Annalisa Gadaleta ci tiene a precisare che «non si può parlare di sovraffollamento, ma più correttamente di quasi totale pienezza. I detenuti sono in celle doppie o singole, nessuno in tripla» , mentre il vice comandante Valentino Bolognesi spiega che «attualmente il reparto più affollato è quello comune, ma il resto è in condizioni di normalità».
Le attività fatte durante l’anno sono numerose, e decisiva è stata la svolta portata dall’istituto alberghiero, come raccontato dalla stessa comandante, alla quale poi è seguito l’istituto agrario. Altre attività sono i corsi di informatica, il laboratorio di artigianato e bricolage, di alfabetizzazione per stranieri, l’orto al quale si dedicano a turnazione 20 detenuti, e un progetto per la coltivazione della zucca violina, per il quale c’è l’idea di creare un cappellaccio con marchio dop del carcere.
Per quanto riguarda le aggressioni, bisogna distinguere, secondo Valentino Bolognesi, tra quando il detenuto aggredisce il personale o il personale rimane coinvolto perché interviene. «Una è l’aggressione vera quest’anno - chiarisce Gadaleta - quelle segnalate 5, ma sono di rimando, perché il personale è intervenuto e si è fatto male».
Ilaria Baraldi, consigliera Pd, ha evidenziato come «il lavoro della politica sia di prendere coscienza dei punti sui quali intervenire, dalla possibilità dell’uso di ventilatori per aiutare nei picchi di caldo alla possibilità di riempire le giornate dei detenuti per un reinserimento più agevole possibile». La delegazione consiliare era composta da Leonardo Fiorentini (SI), Ilaria Baraldi, Mauro Vignolo, Alessandro Talmelli, Dario Maresca, Davide Bertolasi, Giulia Bertelli, Elisabetta Soriani, Bianca Maria Vitelletti, tutti della maggioranza.
Veronica Capucci
Una visita che Stefania Carnevale ha organizzato per l’intero consiglio, perché «è importante avere uno sguardo politico sul carcere. Ho voluto invitare l’intero consiglio a entrarvi il giorno di Ferragosto per portare simbolicamente la città all’interno del carcere e nello stesso tempo, far uscire il carcere nella città, per ricreare quel flusso interno/esterno che durante l’estate si interrompe. Ho cercato di unire questi due mondi, perché in realtà la casa circondariale è una casa nella città. I detenuti mantengono loro diritti pur perdendo quello alla libertà, ed è importante su questo lo sguardo della politica», ha spiegato Stefania Carnevale.
L’impressione che la Garante ha avuto dell’Arginone è quello di un luogo dove le coordinate spazio temporali sono invertite, ossia ci sono «spazi troppo pieni e tempi vuoti, mentre dovrebbe essere il contrario, con spazi più vivibili e tempi più pieni». Circa un centinaio i detenuti in più rispetto alla capienza del carcere; 365 quelli attuali, mentre la capienza regolamentare ne prevede 252 ma quella massima 472. Tuttavia, la comandante del carcere Annalisa Gadaleta ci tiene a precisare che «non si può parlare di sovraffollamento, ma più correttamente di quasi totale pienezza. I detenuti sono in celle doppie o singole, nessuno in tripla» , mentre il vice comandante Valentino Bolognesi spiega che «attualmente il reparto più affollato è quello comune, ma il resto è in condizioni di normalità».
Le attività fatte durante l’anno sono numerose, e decisiva è stata la svolta portata dall’istituto alberghiero, come raccontato dalla stessa comandante, alla quale poi è seguito l’istituto agrario. Altre attività sono i corsi di informatica, il laboratorio di artigianato e bricolage, di alfabetizzazione per stranieri, l’orto al quale si dedicano a turnazione 20 detenuti, e un progetto per la coltivazione della zucca violina, per il quale c’è l’idea di creare un cappellaccio con marchio dop del carcere.
Per quanto riguarda le aggressioni, bisogna distinguere, secondo Valentino Bolognesi, tra quando il detenuto aggredisce il personale o il personale rimane coinvolto perché interviene. «Una è l’aggressione vera quest’anno - chiarisce Gadaleta - quelle segnalate 5, ma sono di rimando, perché il personale è intervenuto e si è fatto male».
Ilaria Baraldi, consigliera Pd, ha evidenziato come «il lavoro della politica sia di prendere coscienza dei punti sui quali intervenire, dalla possibilità dell’uso di ventilatori per aiutare nei picchi di caldo alla possibilità di riempire le giornate dei detenuti per un reinserimento più agevole possibile». La delegazione consiliare era composta da Leonardo Fiorentini (SI), Ilaria Baraldi, Mauro Vignolo, Alessandro Talmelli, Dario Maresca, Davide Bertolasi, Giulia Bertelli, Elisabetta Soriani, Bianca Maria Vitelletti, tutti della maggioranza.
Veronica Capucci
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