Ferrara, degrado e abusivismo a due passi dal centro
Palazzine fatiscenti, aree sfitte e fabbriche abbandonate occupate da bivacchi. Sporcizia e bombole del gas nel perimetro tra via Del Lavoro e via Gulinelli
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FERRARA. Palazzi e abitazioni fatiscenti, fabbriche chiuse da tanti anni, alcune delle quali anche con procedimento fallimentare in corso e negozi sfitti. Luoghi ideali per bivaccare e trovare alloggi di fortuna abusiva.
C’è una zona della città a due passi dal centro abbandonata a se stessa, dove l’incuria continua a farla da padrona. È la vasta area di via Modena a ridosso del grattacielo e della stazione ferroviaria, quella che ha come direttrici via del Lavoro e via Gulinelli a lambire il canale Boicelli.
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Sono sempre più numerose le segnalazioni di cumuli di rifiuti e di bivacchi e l’ultimo blitz di lunedì delle forze dell’ordine conferma una sorte di terra di nessuno. Il sequestro di bombole del gas, scoperto in un capannone occupato abusivamente, è arrivato perché in zona era scoppiato un incendio di sterpaglie.
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La stragrande maggioranza di questi edifici sono di proprietà privata, come evidenziano tra l’altro molti cartelli di divieto d’accesso, ma i titolari evidentemente non effettuano grandi controlli lasciando questi fabbricati dismessi al loro destino. Questo stato di abbandono ha favorito non solo il degrado dell’area ma anche l’occupazione abusiva.
A volte quando la situazione diventa intollerabile, per la presenze di erba alta, viene programmata una deratizzazione delle aree con intervento dell’apposito servizio di disinfestazione.
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Il Comune ha risposto, a più riprese, che non sempre può accollarsi spese di bonifica e interventi a carico della collettività, che spetterebbero invece a chi è proprietario di questi immobili e di questi terreni.
Anche ieri (17 agosto) sono stati trovati tende, accampamenti e una bombola del gas, segno di una presenza abusiva non verificata. Occorrerebbe una bonifica completa dell’area che dovrebbe essere fatta a spesa dei titolari o dei curatori nel caso di aree sottoposta a procedimento fallimentare. Da troppi anni quello che una volta era il quartiere delle fabbriche, del lavoro, della produzione, è ormai lasciato al suo destino e ora sembra di scorgere un desolante scenario post atomico. Fabbricati e capannoni chiusi e diroccati, fatiscenti, con reti e cancellate posticce che vengono tagliate o bucate facilmente.
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Non è sicuramente un bel biglietto da visita per la città soprattutto perché si tratta di una delle aree d’accesso più transitate da chi arriva a Ferrara e va a incrementare le già consistenti difficoltà del confinante quartiere Giardino. Risanare quella zona potrebbe portare benefici anche alla Gad.
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