Contesa sulle ambulanze Salta l’incontro al S. Anna
di Marcello Pulidori
Clima teso sui trasporti in uscita, l’ospedale rinvia il confronto con le associazioni Il legale delle associazioni locali: «Ora ci spieghino le ragioni dei favoritismi»
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Toni duri, “tavoli” che saltano, accuse oramai alla luce del sole. S’inasprisce ulteriormente quella che è stata fin da subito ribattezzata la guerra delle ambulanze, lo scontro tra associazioni locali (Croce Bianca, Nico Soccorso e le altre realtà attive nei trasporti) che si occupano, appunto, del trasporto dei pazienti dimessi dal “Sant’Anna”, e l’Azienda Ospedaliera. Motivo del contendere: l’assegnazione del servizio ad un’associazione di Milano (che avrebbe peraltro in questi giorni sospeso il servizio), assegnazione che ha scatenato la protesta da parte degli operatori locali di Croce Bianca ed altri. Ieri, la goccia che ha fatto traboccare un vaso già di per sé problematico: la responsabile dell’Azienda, dottoressa Rita Burattini, nella mattinata di ieri avrebbe fatto saltare l’incontro con le parti in causa, una decisione figlia forse dell’inasprimento dei rapporti. Sta di fatto che, successivamente, a pochi minuti di distanza dall’annuncio della Burattini, è arrivata la dura dichiarazione del legale delle associazioni locali, l’avvocato Gisella Rossi: «Non mi resta altro da fare - ha detto l’avvocato Rossi - che mettere nero su bianco quanto accaduto, vale a dire scrivere una lettera spiegando le cose che avrei voluto comunicare a voce alla dottoressa Burattini in un clima di maggiore distensione». E la stessa legale delle associazioni non fa mistero circa la volontà di arrivare fino in fondo: «Chiediamo e chiederemo - ha detto l’avvocato Rossi - perché si è affidato questo servizio ad un’associazione milanese, quando da sempre i servizi sono svolti dalle nostre associazioni locali. Io stessa - ha aggiunto l’avvocato Rossi - da oggi (ieri per chi legge, ndr) rappresento a livello legale il coordinamento provinciale delle Pubbliche Assistenze di Ferrara. Mi dispiace ma siamo arrivati allo scontro e non certo per colpa nostra». Poi la stoccata finale: «Perché - si chiede l’avvocato Gisella Rossi - qualcuno ha voluto caldeggiare l’assegnazione del servizio all’associazione milanese?». La stessa avvocatessa Rossi aveva avuto modo di sottolineare come non tutto fosse chiaro, aggiungendo: «Ora dal Sant’Anna vogliamo gli atti». E proprio questa richiesta è stata ieri il motivo per cui la dottoressa Burattini avrebbe alla fine deciso di annullare l’incontro. Per farsi una idea occorre infine fare un passo indietro. Per anni il servizio di accompagnamento a casa dei disabili dimessi ha comportato gravi disagi per i cittadini, con attese anche di ore e conti in alcuni casi esorbitanti. Qualche anno fa, a questo proposito, venne preparata una lista di 10 soggetti autorizzati a svolgere il servizio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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