La Nuova Ferrara

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L’agricoltore ferrarese Bandiera 

«La concorrenza si batte solo con prodotti di qualità»

«La concorrenza si batte solo con prodotti di qualità»

«Serve un prodotto di qualità e occorre sensibilizzare l’opinione pubblica che deve sapere cosa produci e capire da dove viene il prodotto, visto che abbiamo tecniche produttive che sono all’avanguard...

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«Serve un prodotto di qualità e occorre sensibilizzare l’opinione pubblica che deve sapere cosa produci e capire da dove viene il prodotto, visto che abbiamo tecniche produttive che sono all’avanguardia del mondo. Il nostro più grande alleato dopo chi ci compra la frutta a livello industriale è il consumatore, che si fida di noi e in questo modo riusciremo ancora a vendere la nostra frutta, senza dover tagliare i frutteti».

La risposta alla crisi dei frutteti arriva dall’agricoltore ferrarese Vincenzo Bandiere, che con il suo frutteto di pesche a Focomorto, quest’anno è riuscito a vendere tutta la sua produzione di qualità a chilometro zero, alla grande distribuzione locale.

«Alla fine degli anni Cinquanta e fino agli anni Settanta - spiega Bandiera - Ferrara era il centro principale per la frutticoltura di Italia e per la pera anche in Europa. La crisi economica nel settore agricoltura a costretto ad esportare i nostri prodotti all’estero e in pochi anni ci sono tornati indietro i prodotti che avevamo insegnato a fare, soprattutto dal Sud America».

Così si è arrivati ad una offerta grandissima di prodotto a fronte di una domanda rimasta pressapoco inalterata, in questo modo è crollato il prezzo e quindi coltivare la frutta diventava meno remunerativo.

«La ricetta per sopravvivere in questi anni - prosegue Bandiera - è quella di creare delle nuove linee commerciali. In poche parole bisogna riuscire a vendere il tuo prodotti utilizzando canali diversi rispetto a quelli tradizionali. Quando uno pianta un frutteto deve sapere dove collocare i frutti e dove collocare la produzione, evitando di andare alla cieca sul mercato e rimanere vittima dei surplus produttivi. Occorre puntare molto sulla qualità, per contrastare la produzione che viene dall’estero che ha costi di produzione molto più bassi dei nostri. In questi anni, grazie anche all’agricoltura biologica e all’eccellenza produttiva si è riusciti a recuperare uno spazio di mercato che permetta alle nostre aziende ferraresi di poter sopravvivere con questi tipi di concorrenza».

«Creare quindi - conclude Bandiera - attraverso i mezzi che ti vengono dati, una rete distributiva moderna con prodotti di qualità eccelsa che può sconfiggere i costi di produzione bassi dei prodotti che arrivano dall’estero. Servirebbe una rete più armoniosa di commercializzazione europea per non essere strozzati dai vari embarghi. Ad esempio quello russo ci è costato migliaia di euro».

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