Sparisce l’oasi d’ombra del cimitero di Bondeno
Il municipio taglia alcuni alberi di viale Borgatti nella zona del camposanto: cittadini perplessi
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BONDENO. «Quelle piante non erano malate, non capiamo per quale motivo siano state tagliate, proprio nel bel mezzo dell’estate». Alcuni cittadini di Bondeno protestano perché alcuni alberi di grande fusto (si parla di piante che avevano un’altezza di 20-25 metri) sono stati abbattuti lungo viale Borgatti, nel lato cimitero che porta verso il tiro a segno nazionale.
Un tempo la zona era una vera “oasi all’ombra” per i visitatori del camposanto, che entravano dalla porta secondaria diretti alla parte più recente e risparmiata dal terremoto della struttura, oppure quando si recavano verso le cellette in cui sono custodite le urne con le ceneri dei loro cari.
Da qualche tempo, tuttavia , tutte queste persone sono state costrette a fare i conti con il sole rovente, senza poter usufruire di un vero e proprio riparo. «Ci siamo recati anche in municipio, per protestare e chiedere spiegazioni – dice un cittadino – e ci è stato detto che queste piante erano secche, malate e che vi era effettivamente il pericolo della caduta di rami. Andando a vedere cosa è successo dopo, però, ci si accorge che le piante che erano state giudicate “secche” hanno prodotto alcuni germogli e, sicuramente, se fossero state morte non sarebbe successo. Senza contare – continuano i cittadini che lì sostavano per accedere al cimitero – che si sta sviluppando un’autentica boscaglia».
Una situazione di parziale degrado, dunque, a cui si aggiunge anche un problema più immediato: la rinuncia di una parte consistente di cittadini ad entrare da quella parte del cimitero, con danni ingenti anche all’attività commerciale situata in loco.
«Il danno economico è stato rilevante – ammette l’esercente del chiosco che vende fiori al cimitero, Roberto Bellodi –. Perché abbiamo dovuto installare una protezione per proteggerci dal sole, ma anche così il pomeriggio siamo costretti a rimanere chiusi, perché (al sole) i fiori finiscono con l’appassire e anche le candele che i visitatori portano sulle tombe dei loro cari vengono ad essere deformate dal gran caldo. Stiamo facendo i conti con i danni provocati dal sole – continua Bellodi – senza più gli alberi a proteggerci, mentre la gente evita proprio di entrare e passare da lì».
A quanto sembra, sarebbero stati promessi nuovi alberi nella zona: «Fusti bassi e non pericolosi», avrebbero ricevuto come rassicurazione i cittadini. Con il dubbio, però, che non siano in grado di proteggere la gente dal sole.
Intanto, però, l’estate prosegue rovente e di quegli alberi promessi non vi è stata per ora traccia.
Un tempo la zona era una vera “oasi all’ombra” per i visitatori del camposanto, che entravano dalla porta secondaria diretti alla parte più recente e risparmiata dal terremoto della struttura, oppure quando si recavano verso le cellette in cui sono custodite le urne con le ceneri dei loro cari.
Da qualche tempo, tuttavia , tutte queste persone sono state costrette a fare i conti con il sole rovente, senza poter usufruire di un vero e proprio riparo. «Ci siamo recati anche in municipio, per protestare e chiedere spiegazioni – dice un cittadino – e ci è stato detto che queste piante erano secche, malate e che vi era effettivamente il pericolo della caduta di rami. Andando a vedere cosa è successo dopo, però, ci si accorge che le piante che erano state giudicate “secche” hanno prodotto alcuni germogli e, sicuramente, se fossero state morte non sarebbe successo. Senza contare – continuano i cittadini che lì sostavano per accedere al cimitero – che si sta sviluppando un’autentica boscaglia».
Una situazione di parziale degrado, dunque, a cui si aggiunge anche un problema più immediato: la rinuncia di una parte consistente di cittadini ad entrare da quella parte del cimitero, con danni ingenti anche all’attività commerciale situata in loco.
«Il danno economico è stato rilevante – ammette l’esercente del chiosco che vende fiori al cimitero, Roberto Bellodi –. Perché abbiamo dovuto installare una protezione per proteggerci dal sole, ma anche così il pomeriggio siamo costretti a rimanere chiusi, perché (al sole) i fiori finiscono con l’appassire e anche le candele che i visitatori portano sulle tombe dei loro cari vengono ad essere deformate dal gran caldo. Stiamo facendo i conti con i danni provocati dal sole – continua Bellodi – senza più gli alberi a proteggerci, mentre la gente evita proprio di entrare e passare da lì».
A quanto sembra, sarebbero stati promessi nuovi alberi nella zona: «Fusti bassi e non pericolosi», avrebbero ricevuto come rassicurazione i cittadini. Con il dubbio, però, che non siano in grado di proteggere la gente dal sole.
Intanto, però, l’estate prosegue rovente e di quegli alberi promessi non vi è stata per ora traccia.
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