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il diario di marcia di simona montanari 

Il cammino di Compostela, mille chilometri per la vita

Il cammino di Compostela, mille chilometri per la vita

Quarta puntata del viaggio della ferrarese Simona Montanari e del marito Michele Carassiti, che da un mese stanno percorrendo il Cammino del Nord verso Santiago de Compostela per lanciare il...

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Quarta puntata del viaggio della ferrarese Simona Montanari e del marito Michele Carassiti, che da un mese stanno percorrendo il Cammino del Nord verso Santiago de Compostela per lanciare il messaggio “1000 km per la vita”. Simona ha affiancato alle terapie a cui si è sottoposta per una grave malattia l'amore per lo sport "e per la vita - aggiunge - perché da un momento difficile della vita ci si può rialzare più forti di prima e lei può sorprenderci regalandoci nuove opportunità. Ringrazio tutti gli enti e attività che hanno deciso di supportare questa iniziativa". Ecco il resoconto della quarta settimana di cammino.

La coppia si è addentrata «nel cuore delle Asturie e per immergerci maggiormente, stiamo assaggiando i prodotti tipici - scrive Simona Montanari - Ieri sera il formaggio "cabrales", simile al nostro gorgonzola ma molto più saporito e oggi il sidro artigianale che ci é piaciuto molto. Dato che i Picos trattengono l'umidità dell'Oceano e le nuvole, qui nelle Asturie il clima é più umido e quando c'è il sole, spesso non c'è vento, per cui si cammina con l'afa». Tra afa e stanchezza, camminando, lo sguardo ha incrociato «i primi horreos, costruzioni tipiche della zona, che in passato venivano utilizzati per conservare gli alimenti lontano dagli animali e all'asciutto e che oggi in molti casi, sono stati restaurati e recuperati per uso abitativo».

Il giorno dopo Paya de Vega, una delle 5 spiagge "bellissime" incontrate dopo aver lasciato Camango.

«Come in Cantabria ci siamo ritrovati a camminare anche su scogliere che cadevano a strapiombo sull'Oceano - prosegue il racconto di Simona - Verso sera, ci siamo di nuovo allontanati dalla costa e un lungo sentiero perso in mezzo ad un paesaggio agreste, ci ha portato a Colunga che ha segnato l'arrivo di questa giornata».

Poi partenza da Villaviciosa e arrivo a Gijon, 30 km con 1600 metri di dislivello. «L'arrivo a Gijon ci ha ricordato l'arrivo a Bilbao, la città ci ha accolto con una tempesta di pioggia e vento ma almeno ci ha risparmiato la grandine - annota la camminatrice ferrarese - Oggi a otto km dalla partenza, abbiamo trovato un ermita aperto, con tanto di timbro a disposizione dei pellegrini e un quadernino su cui lasciare un pensiero. A fianco dell'ermita c'era un banchetto allestito gratuitamente da una signora che abitava lì vicino con frutta e bevande a disposizione dei pellegrini. L’ermita era anche in prossimità di un bivio di due cammini: il nostro che proseguiva per Gijon e il cammino primitivo che devia per Oviedo e si ricongiunge al cammino francese. Bivio - commenta Simona Montanari - è parola pesante che porta in sé riflessioni, paure, speranze, felicità e delusioni».

La coppia ha superato i 700 chilometri percorsi. «Ma ne mancano ancora ben 400 - ricorda Simona - Per la stanchezza che abbiamo ci sembra impossibile riuscire a camminare ancora per altre due settimane eppure giorno dopo giorno, un po’ alla volta, riusciamo a fine giornata ad arrivare alla meta».

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