«Noi bagnini in prima fila per aiutare i turisti»
Nazioni, il decano del Cus Salvataggio racconta i suoi vent’anni sulle spiagge «Si sente molto la responsabilità, ma si è gratificati dai rapporti umani»
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LIDO NAZIONI. Sguardo magnetico, bicipiti scolpiti dalla voga sul moscone, pelle color bronzo scolpita dal sole e dalla divisa, Cesare Scarpa, comacchiese doc, a 40 anni ha sbaragliato tutti gli avversari più giovani, agguantando il trofeo di Mister Bagnino 2017. L'indomani della proclamazione giunta l'altra notte allo Chalet del mare del Lido delle Nazioni, dopo una fiaccolata in moscone e una serie di prove ad ostacoli e domande insidiose,
Scarpa racconta la sua vita, fondata sulla passione per il mare e per il salvataggio. «È dal 1993 che faccio il bagnino, dopo che un istruttore mi ha visto nuotare in piscina - ricorda Scarpa, che dalle postazioni dei bagni Pomposa e Rocca's coordina tutti i bagni del Cus Salvataggio del Lido di Pomposa-. Ho compiuto il percorso di formazione sino al brevetto e ho cominciato a lavorare al bagno Le Piramidi. Nella prima settimana ho subito tirato su due bagnanti che rischiavano di annegare».
È un lavoro fatto di addestramento continuo, di rigore, passione e sacrifici quello dell'assistente ai bagnanti, «ma sono contento di svegliarmi presto alla mattina - prosegue Mister Bagnino 2017 -, per dedicarmi alla professione che amo. Rispetto al passato sento molto la responsabilità in più che mi è stata assegnata - prosegue Scarpa -, perché ho dieci ragazzi da coordinare e dobbiamo dedicarci alla sicurezza dei turisti in mare».
Sono 70 i bagnini del Cus Salvataggio, cooperativa diretta da Alex Bellotti, a presidiare tutti e sette i lidi. E' operativa anche la società Alto Adriatiko, coordinata da Francesco Corradi con altri 35 angeli del mare, alcuni dei quali si sono resi protagonisti dell'ultimo salvataggio compiuto a ferragosto al Lido delle Nazioni.
«A 40 anni mi sono messo ancora in gioco - ci scherza su Cesare Scarpa -, e ho gareggiato con ragazzi di vent'anni più giovani di me. Fa piacere il riconoscimento, ma resta sempre un gioco». Rispetto a vent'anni fa, quando la figura dell'assistente ai bagnati era ritenuta un'istituzione, attorno alla quale aleggiava il mito del latin-lover, oggi il bagnino è visto più come un amico, un confidente, che dispensa consigli utili per la migliore fruizione della vacanza al mare.
«Con la scusa di un leggero malore, ad esempio un crampo - va avanti Scarpa - capita ogni tanto che qualche bagnaNte si appoggi al moscone. Poi scattano le domande sulla vita del bagnino, si fa conoscenza e nasce un'amicizia». Al di là dell'aura di ruba-cuori da cui resta avvolta la categoria, tutti i bagnini sono prima di tutto dei grandi professionisti, che in inverno proseguono l'addestramento con aggiornamenti periodici in piscina, ma il mare ed il contatto umano con i turisti sono un'esperienza unica, impareggiabile.
«I turisti si legano molto al bagnino - conclude il coordinatore dei bagnini del Cus Salvataggio al Lido di Pomposa -; io sono partito 25 anni fa al Lido di Spina, ma preferisco i lidi nord, meno dispersivi, dove il contatto umano si crea più facilmente, dove lo spazio di balneazione inferiore ti consente di instaurare un legame di amicizia con le persone».
Katia Romagnoli
Scarpa racconta la sua vita, fondata sulla passione per il mare e per il salvataggio. «È dal 1993 che faccio il bagnino, dopo che un istruttore mi ha visto nuotare in piscina - ricorda Scarpa, che dalle postazioni dei bagni Pomposa e Rocca's coordina tutti i bagni del Cus Salvataggio del Lido di Pomposa-. Ho compiuto il percorso di formazione sino al brevetto e ho cominciato a lavorare al bagno Le Piramidi. Nella prima settimana ho subito tirato su due bagnanti che rischiavano di annegare».
È un lavoro fatto di addestramento continuo, di rigore, passione e sacrifici quello dell'assistente ai bagnanti, «ma sono contento di svegliarmi presto alla mattina - prosegue Mister Bagnino 2017 -, per dedicarmi alla professione che amo. Rispetto al passato sento molto la responsabilità in più che mi è stata assegnata - prosegue Scarpa -, perché ho dieci ragazzi da coordinare e dobbiamo dedicarci alla sicurezza dei turisti in mare».
Sono 70 i bagnini del Cus Salvataggio, cooperativa diretta da Alex Bellotti, a presidiare tutti e sette i lidi. E' operativa anche la società Alto Adriatiko, coordinata da Francesco Corradi con altri 35 angeli del mare, alcuni dei quali si sono resi protagonisti dell'ultimo salvataggio compiuto a ferragosto al Lido delle Nazioni.
«A 40 anni mi sono messo ancora in gioco - ci scherza su Cesare Scarpa -, e ho gareggiato con ragazzi di vent'anni più giovani di me. Fa piacere il riconoscimento, ma resta sempre un gioco». Rispetto a vent'anni fa, quando la figura dell'assistente ai bagnati era ritenuta un'istituzione, attorno alla quale aleggiava il mito del latin-lover, oggi il bagnino è visto più come un amico, un confidente, che dispensa consigli utili per la migliore fruizione della vacanza al mare.
«Con la scusa di un leggero malore, ad esempio un crampo - va avanti Scarpa - capita ogni tanto che qualche bagnaNte si appoggi al moscone. Poi scattano le domande sulla vita del bagnino, si fa conoscenza e nasce un'amicizia». Al di là dell'aura di ruba-cuori da cui resta avvolta la categoria, tutti i bagnini sono prima di tutto dei grandi professionisti, che in inverno proseguono l'addestramento con aggiornamenti periodici in piscina, ma il mare ed il contatto umano con i turisti sono un'esperienza unica, impareggiabile.
«I turisti si legano molto al bagnino - conclude il coordinatore dei bagnini del Cus Salvataggio al Lido di Pomposa -; io sono partito 25 anni fa al Lido di Spina, ma preferisco i lidi nord, meno dispersivi, dove il contatto umano si crea più facilmente, dove lo spazio di balneazione inferiore ti consente di instaurare un legame di amicizia con le persone».
Katia Romagnoli
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