Pignorata anche un’ala del liceo
Patrimonio Studi, via libera del tribunale alla ditta che deve ancora ricevere pagamenti per lavori post sisma
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CENTO. È nella fase esecutiva l'atto di pignoramento degli immobili della Fondazione Patrimonio Studi di Cento. A dare il via al lungo iter processuale che vede oggi il tribunale di Ferrara a disporre del pignoramento dei locali scolastici di corso Guercino, occupati dal liceo Cevolani, della sede del Fondazione e di un'abitazione appena sistemata di via Canne 4, tutti immobili di proprietà del Patrimonio Studi, è la Resintec Italia srl con il suo legale rappresentate Alessandro Battaglia.
Una vicenda apertasinell'immediato post sisma, quando il Patrimonio Studi allora guidato dal presidente Adriano Orlandini ha affidato alla ditta di Corporeno - dopo una gara d’appalto - i lavori di miglioramento sismico e restauro dell’Auditorium San Lorenzo e del suo campanile.
In base al contratto d'appalto, gli interventi, per un totale di 499 mila euro (Iva esclusa) e svolti dal 24 novembre 2012 all'8 maggio 2013, dovevano essere finanziati, quota parte con i fondi del bilancio della Fondazione Patrimonio Studi per circa 30mila euro, mentre per i restanti 470mila euro le parti hanno concordato il trasferimento alla società di una casa in via Lamborghini a Renazzo di proprietà del Patrimonio Studi e del terreno circostante e sottostante che l'ente si impegnava ad acquistare dalla Partecipanza di Cento. Un immobile che tuttavia il Patrimonio degli Studi si era impegnato a rendere conforme alle disposizioni della legge entro il 5 marzo 2014. Pena, la risoluzione del contratto e l'impegno da parte del Patrimonio di procedere al pagamento in denatro dei 470mila.
Nel frattempo, il 23 ottobre del 2013 subentra alla guida della Fondazione Patrimonio Studi, nominata dall'allora sindaco Piero Lodi, l'avvocato Romina Filippini. Il nuovo Cda - formato dalla presidente Filippini e dai consiglieri Luigi Corvini, Ivan Greghi e Franco Malagutti - si è attivato per inoltrare la pratica Mude e accedere al contributo pubblico di ricostruzione post terremoto, finanziamento ritenuto indispensabile per il pagamento dei lavori per il ripristino di San Lorenzo.
Tuttavia, per la Resintec non c’è mai stato accordo tra le parti sul pagamento con contributo pubblico. Di fronte al mancato rispetto del termine, l'azienda aveva richiesto un incontro coi rappresentanti degli organi istituzionali per verificare possibili soluzioni. Ma nessun incontro è stato fatto mentre all'importo da contratto d'appalto, si è aggiunto un aumento dei costi di 367mila euro, una variazione dovuta a ulteriori e necessari interventi emersi durante l’esecuzione dei lavori di miglioramento sismico e restauro dell’Auditorium e del campanile.
Così la questione ha preso la strada dei procedimenti giudiziali. Con la sentenza pubblicata il 21 gennaio 2016, il Tribunale di Ferrara rigettava l’opposizione promossa dal Patrimonio degli Studi in riferimento al decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo emesso dallo stesso tribunale nel settembre 2014 confermando il decreto ingiuntivo. Una sentenza notificata il 14 febbraio 2017 assieme all'atto di precetto contenente l’intimazione di pagamento al Patrimonio Studi di 760mila 950 euro, oltre ad interessi ed accessori. Una somma tuttavia mai versata.
Proprio in gennaio di quest’anno, poco prima della sentenza, la vicenda finì sui banchi del consiglio comunale con un’interrogazione del consigliere comunale Mattarelli che chiedeva conto del pignoramento. Sulla questione la presidente Filippini subito rispose che non c’era alcun pignoramento, salvo poi confermare dopo una ventina di giorni che era in corso un contenzioso.
Nel frattempo, forte delle sentenze, la scelta della Resintec di procedere ad esecuzione forzata per espropriazione immediata gli immobili di proprietà della Fondazione Patrimonio Studi, attuata nei giorni scorsi.
Una querelle giudiziaria che è oggi arrivata a un’altra svolta: l'atto di pignoramento esecutivo degli immobili. Per scelta. l'azienda non ha voluto inserire nei beni anche l'Auditorium San Lorenzo, oggi chiesa e pinacoteca, per non andare a colpire e penalizzare i fedeli e i centesi.
Alla luce dell’iniziativa intrapresa dalla Resintec e del pignoramento, ieri il consigliere comunale Mattarelli ha ribadito quanto fosse fondata la sua interrogazione di inizio anno, «mentre la risposta verbale fornita dal sindaco nel consiglio del 12 gennaio era falsa o non vera oppure non sapeva. Un altro episodio di gestione superficiale ed approssimativa della cosa pubblica».
Una vicenda apertasinell'immediato post sisma, quando il Patrimonio Studi allora guidato dal presidente Adriano Orlandini ha affidato alla ditta di Corporeno - dopo una gara d’appalto - i lavori di miglioramento sismico e restauro dell’Auditorium San Lorenzo e del suo campanile.
In base al contratto d'appalto, gli interventi, per un totale di 499 mila euro (Iva esclusa) e svolti dal 24 novembre 2012 all'8 maggio 2013, dovevano essere finanziati, quota parte con i fondi del bilancio della Fondazione Patrimonio Studi per circa 30mila euro, mentre per i restanti 470mila euro le parti hanno concordato il trasferimento alla società di una casa in via Lamborghini a Renazzo di proprietà del Patrimonio Studi e del terreno circostante e sottostante che l'ente si impegnava ad acquistare dalla Partecipanza di Cento. Un immobile che tuttavia il Patrimonio degli Studi si era impegnato a rendere conforme alle disposizioni della legge entro il 5 marzo 2014. Pena, la risoluzione del contratto e l'impegno da parte del Patrimonio di procedere al pagamento in denatro dei 470mila.
Nel frattempo, il 23 ottobre del 2013 subentra alla guida della Fondazione Patrimonio Studi, nominata dall'allora sindaco Piero Lodi, l'avvocato Romina Filippini. Il nuovo Cda - formato dalla presidente Filippini e dai consiglieri Luigi Corvini, Ivan Greghi e Franco Malagutti - si è attivato per inoltrare la pratica Mude e accedere al contributo pubblico di ricostruzione post terremoto, finanziamento ritenuto indispensabile per il pagamento dei lavori per il ripristino di San Lorenzo.
Tuttavia, per la Resintec non c’è mai stato accordo tra le parti sul pagamento con contributo pubblico. Di fronte al mancato rispetto del termine, l'azienda aveva richiesto un incontro coi rappresentanti degli organi istituzionali per verificare possibili soluzioni. Ma nessun incontro è stato fatto mentre all'importo da contratto d'appalto, si è aggiunto un aumento dei costi di 367mila euro, una variazione dovuta a ulteriori e necessari interventi emersi durante l’esecuzione dei lavori di miglioramento sismico e restauro dell’Auditorium e del campanile.
Così la questione ha preso la strada dei procedimenti giudiziali. Con la sentenza pubblicata il 21 gennaio 2016, il Tribunale di Ferrara rigettava l’opposizione promossa dal Patrimonio degli Studi in riferimento al decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo emesso dallo stesso tribunale nel settembre 2014 confermando il decreto ingiuntivo. Una sentenza notificata il 14 febbraio 2017 assieme all'atto di precetto contenente l’intimazione di pagamento al Patrimonio Studi di 760mila 950 euro, oltre ad interessi ed accessori. Una somma tuttavia mai versata.
Proprio in gennaio di quest’anno, poco prima della sentenza, la vicenda finì sui banchi del consiglio comunale con un’interrogazione del consigliere comunale Mattarelli che chiedeva conto del pignoramento. Sulla questione la presidente Filippini subito rispose che non c’era alcun pignoramento, salvo poi confermare dopo una ventina di giorni che era in corso un contenzioso.
Nel frattempo, forte delle sentenze, la scelta della Resintec di procedere ad esecuzione forzata per espropriazione immediata gli immobili di proprietà della Fondazione Patrimonio Studi, attuata nei giorni scorsi.
Una querelle giudiziaria che è oggi arrivata a un’altra svolta: l'atto di pignoramento esecutivo degli immobili. Per scelta. l'azienda non ha voluto inserire nei beni anche l'Auditorium San Lorenzo, oggi chiesa e pinacoteca, per non andare a colpire e penalizzare i fedeli e i centesi.
Alla luce dell’iniziativa intrapresa dalla Resintec e del pignoramento, ieri il consigliere comunale Mattarelli ha ribadito quanto fosse fondata la sua interrogazione di inizio anno, «mentre la risposta verbale fornita dal sindaco nel consiglio del 12 gennaio era falsa o non vera oppure non sapeva. Un altro episodio di gestione superficiale ed approssimativa della cosa pubblica».
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