entro metà settembre
Rifiuti pericolosi a Ponte Rodoni Via alla rimozione
PONTE RODONI. Ha chiesto e ottenuto la proroga, un cittadino di Ponte Rodoni, che era stato raggiunto da un’ordinanza urgente del sindaco Fabio Bergamini. Perché sulla proprietà, situata nella...
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PONTE RODONI. Ha chiesto e ottenuto la proroga, un cittadino di Ponte Rodoni, che era stato raggiunto da un’ordinanza urgente del sindaco Fabio Bergamini. Perché sulla proprietà, situata nella frazione del bondenese, era stato individuato un cumulo di rifiuti pericolosi. Il sindaco aveva dato ordine di provvedere entro dieci giorni dalla data del primo provvedimento (vale a dire il 15 giugno scorso) di coprire con un telone impermeabile, in modo da evitare il contatto tra i rifiuti con le acque piovane. Aveva poi invitato il cittadino in questione a far rimuovere il cumulo di rifiuti, per provvedere allo smaltimento o al recupero.
Non il primo, a dire la verità, trovato sul territorio comunale negli ultimi mesi. Il residente di Ponte Rodoni aveva risposto al municipio con una richiesta di proroga, che il Comune ha acquisito lo scorso 7 agosto.
Il motivo del ritardo si deve al fatto che «la ditta individuata per la rimozione necessita di tempi tecnici per la caratterizzazione del materiale - secondo i documenti agli atti del municipio – dettati anche dai laboratori analisi che devono provvedere ai referti analitici»
Insomma, troppo pochi i due mesi concessi, peraltro già scaduti dal momento dell’emissione della prima ordinanza del sindaco. La polizia municipale dell’Alto Ferrarese, intanto, ha accertato all’inizio di luglio che l’uomo aveva già provveduto alla prima parte delle prescrizioni, cioè alla copertura del cumulo. Sulla base di questo, il Comune ha inteso concedere altri trenta giorni di tempo per risolvere definitivamente la questione. Il nuovo termine scadrà il 13 settembre e, per allora, si spera che la questione del cumulo di rifiuti speciali e pericolosi possa essere definitivamente risolta.
Non il primo, a dire la verità, trovato sul territorio comunale negli ultimi mesi. Il residente di Ponte Rodoni aveva risposto al municipio con una richiesta di proroga, che il Comune ha acquisito lo scorso 7 agosto.
Il motivo del ritardo si deve al fatto che «la ditta individuata per la rimozione necessita di tempi tecnici per la caratterizzazione del materiale - secondo i documenti agli atti del municipio – dettati anche dai laboratori analisi che devono provvedere ai referti analitici»
Insomma, troppo pochi i due mesi concessi, peraltro già scaduti dal momento dell’emissione della prima ordinanza del sindaco. La polizia municipale dell’Alto Ferrarese, intanto, ha accertato all’inizio di luglio che l’uomo aveva già provveduto alla prima parte delle prescrizioni, cioè alla copertura del cumulo. Sulla base di questo, il Comune ha inteso concedere altri trenta giorni di tempo per risolvere definitivamente la questione. Il nuovo termine scadrà il 13 settembre e, per allora, si spera che la questione del cumulo di rifiuti speciali e pericolosi possa essere definitivamente risolta.
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