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Buskers, festival blindato. Jersey e 80 poliziotti in più

di Marcello Pulidori
Buskers, festival blindato. Jersey e 80 poliziotti in più

Dopo il vertice in Prefettura tre varchi anti-terroristi, unità cinofile e controlli

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FERRARA. Ieri (19 agosto)  è iniziato il “Fbf”, sigla ormai universale, globalizzante, che sta per Ferrara Buskers Festival. Questa edizione 2017 è l’edizione del trentennale, ma sarà ricordata negli annali anche come l’edizione più blindata. Dopo gli attentati di Barcellona, era logico attenderselo. Così anche a Ferrara sono scattate da ieri (giornata inaugurale del festival) nuove, immediate misure di prevenzione contro il rischio terrorismo. Gli ormai arcinoti jersey anti-terroristi, vale a dire blocchi di cemento impressionanti, lunghi 6 metri e pesanti (ognuno) 50 quintali, sono stati disposti in modo da rendere difficilissimo, se non impossibile, il transito di chi avesse la nefasta idea di nuocere, capaci insomma di impedire l’ingresso nella zona in cui si svolge la manifestazione, di camion, tir e mezzi pesanti.

Misure decise ieri mattina nel corso della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, presenti il sindaco Tiziano Tagliani, la vice prefetto dottoressa Adriana Sabato, i vertici delle forze dell’ordine, l’assessore Aldo Modonesi, il questore Antonio Sbordone, la comandante della polizia municipale Laura Trentini. Tra le misure adottate, e di immediata esecuzione, alcune sono di fondamentale rilievo: innanzitutto il rafforzamento (rispetto al dispiegamento già previsto) della presenza di polizia, con 80 unità aggiuntive provenienti da altre province. Accolta la richiesta presentata, come confermato dalla viceprefetto Sabato, dal prefetto Michele Tortora. Disposizioni giunte su precisa indicazione, dopo i drammatici fatti di Barcellona, del ministro dell’Interno, Marco Minniti. Non basta: pattuglie a piedi, di polizia e carabinieri, hanno costantemente tenuto sotto controllo piazza Castello, piazza Savonarola, corso Martiri della Libertà e piazza Trento-Trieste (con Listone annesso). Tre i punti in cui questi jersey sono stati posizionati dai vigili del fuoco, sotto l’occhio della Polizia municipale e delle altre forze dell’ordine: l’incrocio delle Poste (viale Cavour), i 4S (corso Giovecca) e l’incrocio tra corso Giovecca e via Frescobaldi.

I primi blocchi di cemento armato sono arrivati alle 18,30. Mentre gli addetti alla vigilanza, tra cui alcuni con lo stemma di agenzie private, controllavano col metal detector chi faceva accesso all’area Buskers, cioè al pieno centro storico, tra chi osservava si faceva largo una considerazione per certi versi sconfortante: in ognuna delle serate, i jersey dovranno essere rimontati. Una fatica ciclopica. Colossale. Ma necessaria, perché l’alternativa sarebbe stata (e immaginiamo le proteste) la chiusura al traffico di mezza città per l’intera durata della manifestazione. A svolgere questo compito ciclopico, cioè togliere e rimettere questi giganti di cemento armato, aiutato da gru con fortissima capacità di movimentazione, il titolare della Edilizia Estense Ferrara, Samuele Antolini, un ex pugile abituato a sollevare macigni e a risolvere anche qualche intoppo. E gli interventi per alzare ancora di più il livello di sicurezza non finiscono qui. In corso Porta Reno, all’altezza dell’antica Torre dei Leuti, dove è stato all’ultimo deciso di non installare jersey, è stata però notevolmente potenziata la presenza di carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizia municipale, con doppia, e spesso tripla transenna anti sfondamento e unità cinofile antidroga e anti-esplosivo.

Tra i primi ad essere soddisfatto per le nuove misure c’è stato Stefano Bottoni, ideatore, fondatore, direttore artistico (e cos’altro ancora?) di questa, oggi invidiatissima, kermesse di strada che i soliti ferraresi (immoti) avevano, nelle prime edizioni, frettolosamente bollato come “evento passeggero”. Tanto passeggero che passa da 30 anni. Se i numeri, in una ideale democrazia degli eventi, contano qualcosa, allora il Buskers Festival non teme confronti. Dalle 17 alle 21 di ieri, a manifestazione già decollata (alle 18), il pensiero degli addetti ai lavori è stato rivolto alla sicurezza. Privilegiando i varchi pedonali presso i quali sono stati effettuati, in particolare dalle 20 in poi, accurati controlli a borse, borsette ed altri contenitori, controlli effettuati con l’ausilio, come già ricordato sopra, del metal detector, strumento in grado di individuare la presenza di armi come, ad esempio, pistole o coltelli. O le cosiddette armi improprie (un bicchiere di vetro, un oggetto appuntito, e tanti altri). Insomma, il Ferrara Buskers Festival è partito tra eccezionali (ma inevitabili) misure di sicurezze. Per la città, dalla fine della seconda guerra mondiale non più abituata ad attentati come è stato in alcune capitali europee, si è trattato quasi di un battesimo. Un battesimo strano, dove la musica è stata talora sovrastata dal rumore del cemento. Un rumore al quale, purtroppo, anche Ferrara dovrà “abituarsi”. In questa vacillante epoca di allerte.

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