Estate rovente Super bolletta idrica per il pomodoro
Senza Ferrara Food la produzione è calata del 17,5% In grande crescita il biologico con 1.500 ettari coltivati
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«Il caldo intenso che ha caratterizzato e - seppur attenuato rispetto alla settimana iniziale di agosto - continua a caratterizzare anche queste settimane estive e soprattutto la mancanza di precipitazioni determinerà sicuramente un calo della produzione di pomodoro da industria nell'ordine del 5-8% e riguarderà, in modo più contenuto, anche le aziende che hanno proceduto ad irrigare le proprie coltivazioni; su queste aziende però graveranno pesantemente i costi connessi alle attività di irrigazione, come quelli energetici e di manodopera». A tracciare questo bilancio sull'andamento del settore è il vice-presidente di Confagricoltura Ferrara Gianluca Vertuani, sessantacinque ettari coltivati a pomodoro tra Portomaggiore e la Provincia di Rovigo. «In provincia di Ferrara sono stati poco meno di 6.200 gli ettari investiti a pomodoro da industria, in calo del 17,5% rispetto al 2016 - continua Vertuani -La riduzione è dovuta all'esito negativo della campagna 2016 ed alla chiusura dello stabilimento Ferrara Food, che ha indotto molti produttori ad orientarsi verso altre colture. In calo gli ettari a pomodoro anche nelle altre principali province produttrici, anche se in maniera assai più contenuta». Dai dati pubblicati dall’Oi si evince infatti un calo delle superfici del 7,5% rispetto allo scorso anno (Ferrara incide in modo rilevante in questo conteggio), un trend costante e progressivo della riduzione del numero di produttori (-11%) ed il contestuale aumento della superficie media (+1,6% rispetto al 2016), che ha raggiunto i 18,78 ettari.
In grande crescita il biologico soprattutto a Ferrara, che ha raggiunto i 1.500 ha su un totale complessivo di 2.310, con un aumento di circa il 15% rispetto al 2016. Nel distretto l'Emilia Romagna conferma la quota più consistente di superfici coltivate, con 24.866 ettari, seguita al secondo posto dalla Lombardia (7.494). Questa la ripartizione nelle principali province contraddistinte dalla presenza della coltivazione del pomodoro da industria: Piacenza: 10.003 ettari; Ferrara: 6.177; Parma: 4.666; Mantova: 3.963; Cremona: 2.102; Ravenna 1.929; Alessandria: 1.821; Reggio Emilia: 993; Rovigo: 895; Verona: 780 e Modena: 729.
«L’Italia - conclude Vertuani - è il terzo produttore mondiale dopo Stati Uniti e Cina, con una produzione che nel 2017 si attesterà attorno ai 4,9 milioni di tonnellate. Ma se la produzione 2017 è in calo, altrettanto non è per quanto riguarda la Spagna, quarto produttore mondiale, che con produzioni stimate in aumento dell'8% rischia di scalzarci dal podio».
Andrea Tebaldi
In grande crescita il biologico soprattutto a Ferrara, che ha raggiunto i 1.500 ha su un totale complessivo di 2.310, con un aumento di circa il 15% rispetto al 2016. Nel distretto l'Emilia Romagna conferma la quota più consistente di superfici coltivate, con 24.866 ettari, seguita al secondo posto dalla Lombardia (7.494). Questa la ripartizione nelle principali province contraddistinte dalla presenza della coltivazione del pomodoro da industria: Piacenza: 10.003 ettari; Ferrara: 6.177; Parma: 4.666; Mantova: 3.963; Cremona: 2.102; Ravenna 1.929; Alessandria: 1.821; Reggio Emilia: 993; Rovigo: 895; Verona: 780 e Modena: 729.
«L’Italia - conclude Vertuani - è il terzo produttore mondiale dopo Stati Uniti e Cina, con una produzione che nel 2017 si attesterà attorno ai 4,9 milioni di tonnellate. Ma se la produzione 2017 è in calo, altrettanto non è per quanto riguarda la Spagna, quarto produttore mondiale, che con produzioni stimate in aumento dell'8% rischia di scalzarci dal podio».
Andrea Tebaldi
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