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«Il Patrimonio Studi poteva evitare il pignoramento»

«Il Patrimonio Studi poteva evitare il pignoramento»

L’ex presidente: l’impresa poteva essere saldata e non farlo è stata una scelta dell’attuale Cda

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CENTO. «I procedimenti giudiziari e il pignoramento degli immobili del Patrimonio Studi potevano essere evitati e l'impresa poteva essere saldata. Una scelta dell'attuale consiglio d’amministrazione non farlo. Quattro anni persi, e il contributo per la ricostruzione non sarà sufficiente a coprire l'intera cifra».

È l'ex presidente della Fondazione Patrimonio Studi di Cento Adriano Orlandini che interviene per chiarire il percorso intrapreso dall'ente fino al 23 ottobre del 2013, data in cui è subentrata alla guida della Fondazione Patrimonio Studi, nominata dall'allora sindaco Piero Lodi, l'avvocato Romina Filippini: «Quando ho lasciato il Patrimonio Studi – dice Orlandini - c'erano tutte le condizioni perché la Resintec Italia srl potesse essere liquidata. Avviate le pratiche per la regolarizzazione urbanistica e catastale, premessa per la permuta dell'immobile di via Lamborghini a Renazzo, e soldi in banca a disposizione. Nel conto corrente dell'ente c'era infatti una consistente somma di denaro, pari a diverse centinaia di migliaia di euro, sufficienti per andare a chiudere quasi del tutto l'operazione, ancor prima dell'arrivo dei contributi per la ricostruzione richiesti attraverso pratica Mude».

Cosa certa, rimarca l'ex presidente della Fondazione, l'intervento di miglioramento sismico e restauro dell'Auditorium San Lorenzo e del suo campanile andava fatto: «Accollandosi l'onere, il Cda decise allora di procedere con l'intervento su auditorium e campanile, non solo per la sicurezza degli edifici circostanti, ma per il bene della Città. I costi sono poi aumentati per altri interventi migliorativi sui due manufatti». Poi la svolta che ha portato la questione nelle aule del tribunale di Ferrara: «La scelta del nuovo Cda di non portare a termine la permuta della casa di via Lamborghini del valore di 470mila euro, all'azienda che ha svolto i lavori. Oggi, a 4 anni di distanza l'immobile, in stato di abbandono, saccheggiato, oggetto di vandalismo e furti, ha perso notevolmente di valore». Da qui, l'avvio dell'iter processuale che ha portato nei giorni scorsi il Tribunale di Ferrara a disporre del pignoramento dei locali scolastici di corso Guercino, occupati dal liceo Cevolani, della sede del Fondazione e di un'abitazione appena sistemata di via Canne 4, immobili di proprietà del Patrimonio Studi.

Per Orlandini sarà «una vicenda lunga e complicata. Di certo il contributo Mude non sarà sufficiente a coprire l'intera cifra. Di certo molti interventi migliorativi svolti, come la chiusura della loggetta o il rifacimento della facciata, non potranno essere ammessi a contributo, perché extra terremoto». Una somma a carico del Patrimonio Studi, che non fa che aumentare: «Ai 760mila 950 euro che a febbraio il Tribunale di Ferrara ha intimato di pagare all'impresa, si aggiungono interessi e accessori. Si parla quasi di 100mila euro di spese legali. Un problema che si trascinerà per diverso tempo».

Beatrice Barberini

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