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Ferrara e profughi: il sindaco di Codigoro sfiducia il vice

Ferrara e profughi: il sindaco di Codigoro sfiducia il vice

Zanardi invia una lettera aperta ai cittadini e va avanti con la sua azione  «Già due privati che intendevano ospitare altri migranti hanno cambiato idea»

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CODIGORO . La sfiducia al vicesindaco e il convincimento della validità della propria azione nel merito dell’accoglienza ai profughi. Azione che «ha già portato due privati cittadini del Comune a cambiare idea rispetto alla loro iniziale volontà di ospitare altri migranti».

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Il sindaco Alice Zanardi affida a una «lettera aperta ai cittadini» quelle che sono le sue riflessioni sulla vicenda profughi, che da due settimane continua a coinvolgere la comunità di Codigoro. Una lettera aperta nella quale il sindaco imputa al vicesindaco Marco Finotti, sul delicato ed attuale tema dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti, di avere «strumentalizzato e travisato il mio pensiero». Oltre ad avere «pubblicamente smentito ciò che era stato concordato insieme a me e alla giunta, relativamente alla decisione di attuare misure mirate a disincentivare un sistema di accoglienza che comporta disagi e difficoltà a moltissime comunità».

Quindi l’affondo politico del sindaco, perché sul problema migranti, «nonostante sia stato affrontato in ben due sedute di giunta, il vicesindaco si è rimangiato tutto pubblicamente, prendendo di fatto le distanze da sindaco e giunta. Quello di vicesindaco è un incarico fiduciario, basato sulla stima, la lealtà e l’affidabilità, caratteristiche senza le quali il ruolo stesso perde di significato e di utilità per il governo locale e per la popolazione».

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Un neppure tanto velato invito a Marco Finotti a farsi da parte. Ed il vice sindaco, contattato in merito a queste ultime dichiarazione del sindaco, si è dimostrato sorpreso per un’iniziativa «che apprendo adesso» e sulla quale preferisce attendere prima di intervenire. Anche alla luce della richiesta del Psi provinciale di un incontro chiarificatore - su questo tema e non solo - con il Pd.

Nella sua lettera aperta ai cittadini il sindaco Zanardi ripercorre le diverse tumultuose fasi della vicenda migranti, ricordando tra l’altro, che «purtroppo esiste un meccanismo perverso secondo il quale al numero dei rifugiati assegnato dal Prefetto ai Comuni, si aggiungono quelli ospitati dai privati cittadini, che volontariamente mettono a disposizione strutture, spesso inadeguate, per intascare le risorse statali di mantenimento».

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Così Zanardi ricorda che «quando a metà luglio sono venuta a conoscenza del fatto che sarebbero dovuti arrivare altri quaranta migranti (ben oltre le percentuali previste), ho bussato a tutte le porte per scongiurare nuovi arrivi, ma non c’è stato niente da fare: nessuno ha capito che questo sistema è sbagliato. Da questo disagio e dalla preoccupazione di quanto sarebbe potuto accadere, è nata la decisione di porre uno stop a questa situazione ormai fuori controllo, con qualsiasi mezzo a mia disposizione, in qualità di sindaco. Continuerò pertanto la mia battaglia per riportare nella mia comunità un numero contenuto di migranti, così come previsto dal ministro Minniti, nell’accordo di Governo – Anci».

E il sindaco codigorese ribadisce come «i controlli d’ufficio sono già terminati ed a breve si effettueranno i sopralluoghi» e, ricordando la retromarcia di due privati che in un primo momento intendevano ospitare migranti, ribadisce che nulla «mi è più odioso della parola “razzismo», il sindaco sottolinea che «ho intrapreso e intendo proseguire la mia battaglia contro le speculazioni di proprietari di immobili che per i loro interessi personali mettono in difficoltà, se non in pericolo, la comunità.

Piergiorgio Felletti


 

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