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Buste paga “dimagrite”, scontro in Clara

Buste paga “dimagrite”, scontro in Clara

L’azienda ricalcola l’anzianità e congela i superminimi: da restituire somme fino a 3mila euro. Coinvolti i dipendenti ex Cmv

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COPPARO. Parte con uno scontro sindacale molto acceso il percorso operativo di Clara, la società nata dalla fusione tra Cmv raccolta e Area, tra le maggiori della provincia proprio sotto il profilo occupazionale. Ad innescarlo è la decisione aziendale di non riconoscere più alcune voci in busta paga per una parte dei dipendenti provenienti da Cmv, di riconteggiare per altri gli scatti di anzianità e chiedere a tutti gli interessati la restituzione degli arretrati. Si parla di somme che vanno da alcune centinaia di euro fino a, in certi casi, 3mila euro. «Abbiamo già sentito i nostri avvocati, è una procedura illegale e intendiamo contrastarla» dice Massimo Zanirato, segretario generale della Uil. La posizione delle sigle rappresentate in azienda è però articolata.

Il fatto

La miccia è stata accesa subito dopo l’avvio dell’operatività della nuova società, all’inizio di giugno. Prima si è trattato di una comunicazione informale, poi a luglio è arrivata anche l’ufficialità nei lavoratori interessati, che sono in tutto una cinquantina secondo i sindacati. L’azienda contesta una parte degli scatti di anzianità maturati negli anni precedenti, appunto durante la gestione ex Cmv, e alla base della richiesta ci potrebbe essere un errore di calcolo.

«Cmv raccolta aveva esternalizzato ad una società di contabilità la gestione delle buste paga - spiega Eugenio Benini (Uil) - A quanto sembra, l’azienda ha rilevato che per un errore gli scatti di anzianità venivano riconosciuti con qualche mese di anticipo, a ottobre invece che nel gennaio successivo». L’azienda non entra nel dettaglio, ma aggiunge particolari: «Si tratta di un problema tecnico - spiega il direttore Raffaele Alessandri - ma bisogna sottolineare che il ricalcolo degli scatti l’abbiamo effettuato per tutti i 150 ex dipendenti Cmv, e l’effetto complessivo sulle casse aziendali è un aggravio di 6mila euro l’anno. Quindi i dipendenti che hanno ottenuto vantaggi sono più numerosi di quelli svantaggiati». Il ricalcolo riguarda il periodo 2000-2016.

Diverso il caso delle voci contrattuali soppresse: si tratta di superminimi e indennità ad personam riconosciute negli anni ad alcuni dipendenti, sulla base di valutazioni della direzione aziendale di Cmv. «Ci siamo limitati a comunicare la sospensione dell’erogazione di queste voci perché abbiamo elementi che ci fanno pensare a somme non previste dal contratto - è sempre Alessandri a parlare - Noi siamo un’azienda pubblica, dobbiamo essere rigorosi su questi aspetti: stiamo lavorando anche in questo periodo ferragostano per chiarire la situazione, dopo di che prenderemo le decisioni conseguenti. Le posizioni sotto osservazione per questi aspetti sono comunque poche, una dozzina».

Le reazioni sindacali

Le sigle rappresentate in Clara hanno già effettuato assemblee, o le hanno in convocazione, per decidere con i loro iscritti la risposta alla mossa dell’azienda. «Abbiamo richiesto alla direzione un esame congiunto sulla base di quanto prevede il contratto - dice Fabio Artosi, della Cgil Funzione pubblica - Siamo dell’idea di mantenere per quanto possibile sul tavolo sindacale questi problemi, senza ricorrere per il momento all’intervento dei legali. Ci chiediamo però perché mettere in discussione prerogative riconosciute al management dell’ex Cmv, cioè superminimi e ad personam. In questi mesi di percorso verso la costituzione della nuova società, inoltre, nessuno aveva mai sollevato questioni del genere: non abbiamo mai avuto modo di confrontarci sui bilanci aziendali, certo non bisogna partire dalle buste paga dei dipendenti». La Uil, dal canto suo, ha fissato per venerdì l’assemblea con gli iscritti alla presenza dei suoi legali, per cominciare a raccogliere adesioni in vista di cause di lavoro individuali. Più articolata la posizione della Fit Cisl: «L’assemblea noi l’abbiamo già svolta e sappiamo che l’azienda sta effettuando una serie di accertamenti - racconta Manola Cavallaro, segretario provinciale di categoria - La nostra valutazione è che non ci sia nulla d’irregolare nell’erogazione dei superminimi, è una possibilità prevista dal contratto».

Gli sviluppi

Il 28 agosto è fissato un incontro con i sindacati nel quale l’azienda porterà l’esito delle prime verifiche. «Forse non arriveremo a conclusioni definitive» avverte il direttore generale. In quella sede si capirà quantomeno la piega che la vicenda è destinata a prendere.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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