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la testimonianza 

«Improvvisamente tutti siamo finiti sott’acqua»

PORTO GARIBALDI. «Eravamo in acqua, all'improvviso è arrivata un'ondata che ci ha presi tutti e due di noi, uno è mio fratello, sono finiti sotto. Mio fratello ha cercato di soccorrere nostro cugino,...

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PORTO GARIBALDI. «Eravamo in acqua, all'improvviso è arrivata un'ondata che ci ha presi tutti e due di noi, uno è mio fratello, sono finiti sotto. Mio fratello ha cercato di soccorrere nostro cugino, che non sapeva nuotare, ma è stato tradito dalle onde.». Nabil Khalid, per tutto il pomeriggio è rimasto in piedi sulla battigia, ad assistere alle ricerche del fratello Umahd in quello spazio d'acqua con onde altissime, dove già aveva perso la vita il cugino Mohammad. «Stavo correndo al bar per chiamare i soccorsi - prosegue Nabil -, e li ho persi di vista». In spiaggia non solo la famiglia di pakistani che ha perso due cari, ma anche i turisti presenti hanno coltivato sino all'ultimo la speranza che uno dei due si fosse salvato. Il vento fortissimo aveva indotto i bagnini ad esporre la bandiera rossa sin dalle prime ore del mattino, ma nella spiaggia libera non è previsto il servizio di salvataggio. «Non ci eravamo accorti di nulla - interviene Pierino Ruga, turista veronese a Porto Garibaldi con la moglie Laura -, perchè per evitare sabbia e vento eravamo girati nella direzione opposta al mare. Abbiamo udito delle grida e visto 4 uomini che portavano a riva un bagnante, tenendo ciascuno un arto». Alle 17.35 è tornata l'automedica per la constatazione del secondo decesso.

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