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Ferrara Assistenza, 40 lavoratori costretti a licenziarsi

di Gian Pietro Zerbini
Ferrara Assistenza, 40 lavoratori costretti a licenziarsi

La kafkiana vicenda dei 40 dipendenti della cooperativa di via Bologna: «Ora siamo disoccupati e il titolare non si fa vivo». Scatta la protesta

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FERRARA. Trovarsi senza lavoro e senza un perché, con la beffa di non aver nessuno a cui chiedere conto in quanto il principale è scomparso dal 19 giugno e non si è più fatto sentire dai suoi dipendenti.

È la kafkiana vicenda che stanno vivendo i quaranta dipendenti della cooperativa “Ferrara Assistenza”, azienda che opera da anni nel settore socio sanitario e da questa estate è entrata in un incredibile cortocircuito.

L’ultima volta che è stato visto il presidente di “Ferrara Assistenza”, Gian Luca Grillanda, è stato a giugno. Poi un black out comunicativo anche con gli uffici e la segreteria che ha messo in allarme tutti. Fino alla decisione presa ieri di organizzare un presidio di protesta per sensibilizzare anche l’opinione pubblica e le istituzione sul grave stato di disagio in cui si trovano ora i lavoratori.

«Sono tre mesi che non riceviamo gli stipendi - dicevano ieri alcuni lavoratori davanti alla sede - abbiamo lavorato nel mese di luglio nella piena consapevolezza di non venire pagati, senza stipendio, ma per onorare i nostri impegni con i pazienti che assistiamo. Però adesso basta, anche perché oltre a non essere pagati non possiamo nemmeno accedere a benefici previsti da chi rimane senza lavoro».

Per questo motivo, come spiega il sindacalista della Fp-Cgil, Luca Greco, i dipendenti sono stati costretti a presentare le dimissioni per giusta causa.

«Dopo tre mesi - spiega Greco - dal mancato pagamento degli stipendi si può richiedere il licenziamento è proprio in questi giorni scade il termine del trimestre. È l’unica possibilità per attingere risorse dagli ammortizzatori sociali ed ottenere per chi resta senza lavoro l’indennità di disoccupazione».

La cosa paradossale, spiega ancora il sindacalista, è data dal fatto che solo per vie traverse, senza quindi nessuna comunicazione ufficiale, i lavoratori sono riusciti a sapere che la società era in liquidazione. Ma anche in questo caso non si è salvaguardato gli interessi dei lavoratori.

«La cosa più semplice e naturale - spiega Greco - sarebbe stato quella, constato il difficile momento aziendale e congiunturale, di dichiarare la liquidazione coatta, sarebbe arrivato un liquidatore e tutto sarebbe stato più semplice anche per trattare il fine rapporto di lavoro per i dipendenti. Invece si è saputo, tramite un verbale datato 28 giugno che è stata proclamata una liquidazione volontaria, che pone oggettive difficoltà contrattuali e ulteriore perdita di tempo. I mesi passano e questi lavoratori restano quindi senza stipendio e senza prospettive».

Quello che lavoratori e sindacalisti voglio scongiurare è una sorta di creazione di “Ferrara Assistenza 3”. «Sarebbe come ripetere un film già visto due anni fa - dichiara ancora l’esponente sindacale della Fp- Cgil - quando l’azienda da Onlus è passata a cooperativa, nella quale sono soci solo il presidente e alcuni familiari».

Per i quaranta dipendenti di “Ferrara Assistenza” si apre quindi una stagione ricca di incertezza, chi è fortunato verrà reintegrato in altre associazione, ma perderà diritti e anzianità maturata, ma ci sono anche quelli, tipo gli amministrativi, gli autisti e quelli impegnati in un ruolo di coordinamento, che avranno serie difficoltà a trovare un nuovo impiego. Per questi il presidio di ieri ha significato una protesta per richiamare l’attenzione su un problema reale.


 

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