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Per i minori la Prefettura “offre” 45 euro

Per i minori la Prefettura “offre” 45 euro

Si cercano entro il 4 settembre strutture con un massimo di 50 posti. Il flusso intanto si è fermato

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Si è per ora arrestato il flusso di arrivi di richiedenti asilo, a Bologna e di conseguenza a Ferrara, tanto che i numeri dell’accoglienza sono rimasti praticamente invariati in queste ultime settimane: il dato più aggiornato è di 1.389 persone, ancora al di sotto di quota 1.400. È evidente l’effetto del blocco attuato dalla fonte, cioè lungo le coste libiche, che ha permesso di ammortizzare l’uscita dal programma di accoglienza dei posti di emergenza garantiti da un paio di hotel del capoluogo, e il mancato inserimento di nuove strutture (vedi il dietro-front di Codigoro, richiamato dal sindaco Zanardi).

Questa pausa non sembra però aver risolto il problema forse più delicato sul fronte dell’accoglienza, cioè l’arrivo di minori non accompagnati. In quest’ottica va inquadrata la decisione della Prefettura di aprire una nuova indagine di mercato per reperire strutture disponibili a ospitare giovani di età compresa tra 14 e 18 anni. L’avviso, si legge sul sito web dell’ufficiale di governo, «gli enti pubblici, le associazioni e le fondazioni di volontariato e di promozione sociale, gli enti morali o religiosi, le cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali che offrono sul mercato la prestazione di servizi in ambito socio-assistenziale», ma anche «gli operatori economici come indicati all’art. 45 del D.Lgs. 50/2016». Le strutture, si specifica nell’avviso, devono avere carattere temporaneo, potranno avere una capacità massima contemporanea di cinquanta posti e «potranno ospitare esclusivamente i minori di età non inferiore ai 14 anni per il tempo necessario al loro trasferimento in progetti della rete Sprar e in centri di accoglienza messi a disposizione dai Comuni».

Nelle strutture dovrannno essere erogati una serie di servizi: la mensa «che tiene conto anche dei diversi regimi alimentari e di eventuali prescrizioni mediche», oltre ai beni di prima necessità; la mediazione linguistica e culturale, con l’apprendimento dell’italiano; l’organizzazione del tempo libero «adeguato alle esigenze della minore età, comprese quelle ricreative, con la previsione di spazi dedicati»; il supporto alle autorità per vari compiti amministrativi, con supporto legale; interventi di prima assistenza sanitaria, tra i quali il colloquio con uno psicologo e di un mediatore culturale, anche per «valutare il rischio che il minore sia vittima di tratta». Per ciascun minore effettivamente ospitato è previsto un contributo omnicomprensivo massimo giornaliero di 45 euro, con un importo massimo contrattuale di 750mila euro.

Le manifestazioni d’interesse vanno presentata entro le 12 del 4 settembre, poi toccherà alla Prefettura decidere.

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