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«Servizi di salvataggio da estendere alla spiaggia libera»

«Servizi di salvataggio da estendere alla spiaggia libera»

Lo propone il responsabile del Cus Salvataggio che rilancia: la bandiera rossa deve diventare divieto di balneazione

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PORTO GARIBALDI. Estendere il servizio di salvataggio alle spiagge libere e trasformare in divieto di balneazione l’avviso con bandiera rossa esposta in spiaggia, che ora si limita invece a sconsigliare la balneazione, in caso di condizioni meteo-marine avverse o per pausa degli assistenti ai bagnanti. L’indomani della disgrazia in mare, costata la vita a due cugini pakistani, che stavano trascorrendo una domenica al mare a Porto Garibaldi, Alex Bellotti, responsabile del Cus Salvataggio, avanza due proposte operative. «Nelle ultime stagioni la mortalità in mare è calata del 90% all’interno delle aree assistite dal servizio di salvataggio - spiega Alex Bellotti -. Da sempre la mortalità è più elevate nelle spiagge libere. Quest’anno le istituzioni hanno chiesto l’introduzione di un bagnino in più a Lido Nazioni - prosegue Bellotti -; ora suggerisco di mettere un bagnino nei tratti di spiaggia libera».

L’ordinanza balneare adottata dalla regione Emilia Romagna il 31 gennaio scorso non dispone l’obbligo del servizio di salvataggio nelle spiagge libere, all’interno delle quali è prevista invece la collocazione di appositi cartelli con l’avviso di assenza del servizio di salvataggio. La spiaggia libera in cui domenica hanno perso la vita i due cugini pakistani, uno dei quali nel tentativo di soccorrere l’altro che non sapeva nuotare, è dotata dei cartelli previsti dalla normativa regionale. Un altro tema di riflessione sollevato dal responsabile del Cus Salvataggio concerne la bandiera rossa, l’esposizione della quale non è prevista nelle spiagge libere. «Appoggio l’iniziativa di Fabrizio Licordari del Bagno Flamingo di Porto Garibaldi, che è presidente nazionale di Assobalneari-Confindustria - sottolinea Bellotti -, affinché in futuro la bandiera rossa non sia solo un avviso per sconsigliare la balneazione in condizioni meteo-marine avverse, ma un vero e proprio divieto». A questo proposito sono previsti nei prossimi mesi incontri interlocutori con le associazioni di categoria, per portare l’istanza ai tavoli istituzionali di Bologna e Roma. Parallelamente alle proposte operative, Alex Bellotti apre un altro fronte di riflessione rivolto ai turisti.

«Chi non sa nuotare - incalza Bellotti -, non deve mai spingersi oltre il cartello che indica acque alte. Inoltre i turisti che non hanno la capacità di salvare chi è in difficoltà non devono lanciarsi in simili tentativi». La prima regola per un soccorritore, come evidenzia lo stesso responsabile del Cus Salvataggio, è proprio quella di intervenire avendo cura di mettere prima di tutto se stessi in condizioni di sicurezza. Infine i bagnini di salvataggio invitano sempre a non sottovalutare il mare e a prendere visione del cartello informativo, posto all’altezza di ogni postazione di salvataggio. (k.r.)

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