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Attraversare il ponte è impresa da supereroi

Attraversare il ponte è impresa da supereroi

Notevoli disagi per ciclisti e pedoni che vogliono raggiungere Ro e Polesella I sindaci: «Struttura pensata solo per le auto, il marciapiede è troppo stretto»

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RO . Ci sono momenti in cui un ciclista si chiede se non sia il caso di gettare il velocipede e salire su una moto: guardare lo Stelvio, il Mortirolo, l’Aprica dalla parte sbagliata, cioé dal basso, o muove istinti competitivi insospettati o toglie molte velleità. Ma si parla di ciclisti professionisti. A volte il semplice ciclista di tutti i giorni si trova a dover fare i conti con situazioni difficili. Ecco la segnalazione della situazione molto difficile sul ponte che collega Ro a Polesella, stretto e con il lato percorribile a piedi o in bicicletta sempre più sgretolato.

L’analisi da ciclista o pedone della struttura mostra una rampa scoscesa e piuttosto ripida, senza spazi ai lati, a cui fa seguito il ponte vero e proprio con una linea bianca continua staccata dal guard rail da un metro (o molto meno) a mezzo metro. Poi un guard rail che è in discrete condizioni generali, ma ha sicuramente visto giorni migliori e due marciapiede laterali non proprio tirati a lucido, sui quali è comunque difficile transitare ed inserirsi in bicicletta. E le motivazioni per attraversare il ponte a piedi o in bici sono diverse, dal mercato di Polesella alle banche (chiusa l’unica rimasta a Ro) e così via.

Una premessa: i Comuni ai capi del ponte non hanno competenza sulla struttura. Che, ci è stato spiegato, è semplicemente una strada che attraversa un fiume, senza particolari accorgimenti pensati per i ciclisti. Lo conferma il sindaco roese Antonio Giannini, già a conoscenza del problema: «Intanto, bisogna chiarire che i marciapiede di lato alla strada non sono veri e propri marciapiede, anche se possono essere utilizzati come tali. In realtà vanno considerati camminamenti di servizio: i guard rail hanno bisogno di manutenzione, le sponde del ponte anche ed a metà della struttura c’è una centralina meteo che va ispezionata regolarmente. Non si tratta di una ciclabile protetta, anche se è ovvio che per i camminatori è comunque una buona opportunità di attraversare il Po anche a piedi, evitando il rischio di andare sulla sede stradale. Oltre tutto, se dalla parte di Ro la scala di accesso è aperta, sulla sinistra Po è stata chiusa già da un po’ di tempo. Ero molto preoccupato, in piena bufera banche a Ro, dalla necessità di trasferirsi a quelle di Polesella, specie per gli anziani, ma per fortuna le Poste di Ro hanno assorbito la gran parte della clientela che si trovava in difficoltà».

Più o meno sullo stesso tono il collega di Polesella, Leonardo Raito: «In pratica, quello che è visto come marciapiede era nato per essere attraversato da cavi, non per essere utilizzato da ciclisti e pedoni, come poi è accade. Sappiamo che il ponte non è agevole e non ci sono spazi studiati apposta per i ciclisti, per cui certi rischi rimarranno. Sul fatto della rampa pedonale chiusa a Polesella, purtroppo la decisione è stata presa per ragioni di sicurezza d’accordo con la Provincia di Rovigo. Si era infatti staccata in parte dal ponte, forse per un problema ai pilastri, ed era perciò pericolosa. Interverremo, ma servono i fondi necessari per farlo».

Alessandro Bassi

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