In coma per la West Nile Il medico: come difendersi
Il paziente di Pieve di Cento ricoverato nel reparto di Malattie Infettive di Cona Malattia trasmessa dalle zanzare, un caso su tre può essere letale
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È ancora gravissimo, in stato di coma, l’uomo di 80 anni, residente a Pieve di Cento, colpito all’inizio di agosto dal virus West Nile.
L’ottantenne è in pericolo di vita. È ricoverato dal 12 agosto nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Sant’Anna di Cona, reparto diretto dal dottor Marco Libanore. È il direttore del reparto che segue direttamente il caso. «Va detto - spiega il prof Libanore che incontriamo nel suo studio al Sant’Anna - che parliamo di un uomo di età non più giovane, 80 anni, e peraltro debilitato da patologie di un certo rilievo. Il paziente arrivato da noi e colpito dal virus della West Nile, è già portatore difatti di problemi diabetici, è inoiltre affetto - prosegue Libanore - da una cardiopatia ischemica e da un quadro clinico complessivo non semplice. Tutto ciò rende la situazione, chiaramente, ancora più difficile. Tuttavia - prosegue il professore - non disperiamo, la prognosi è riservata e speriamo nel meglio».
L’uomo ha avvertito i primi sintomi all’inizio del mese nella sua casa di Pieve di Cento.
Dapprima trasportato all’ospedale Santissima Annunziata di Cento dove è stato sottoposto ai primi e necessari accertamenti, le sue condizioni sono progressivamente peggiorate tanto che l’uomo è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Sant’Anna di Cona e ricoverato nel reparto di malattie infettive diretto da Libanore. Ad esami svolti, è stata accertata la presenza del virus West Nile sull’anziano di Pieve di Cento. Ieri pomeriggio, quando siamo stati all’interno del reparto, le condizioni del paziente erano stazionarie nella loro gravità. Il fatto che l’uomo abiti a Pieve di Cento, territorio della provincia di Bologna che confina con la ferrarese Cento, ha portato le autorità sanitarie a concentrare gli sforzi per accerchiare il virus tra le province di Bologna e Ferrara. Si è inoltre saputo che l’ottantenne, nei primi giorni di agosto, si è recato (accompagnato da alcuni familiari) a Reggio Emilia, per sottoporsi a trattamenti odontoiatrici. Non si sa, però, al momento, se l’essere andato dal dentista possa avere qualche collegamento con il virus contratto.
Ma come è possibile difendersi dalla zanzara che trasmette all’uomo la malattia? Innanzitutto, come ha confermato Libanore, la modalità principale di trasmissione del virus del Nilo occidentale è rappresentata da diverse specie di zanzare che sono il primo vettore. Tra queste, in particolare, riveste un ruolo primario il genere Culex, presente anche nei nostri territori. Ovviamente tutti i fattori che favoriscono la proliferazione delle zanzare, come ad esempio le piogge abbondanti, le irrigazioni dei terreni agricoli o le condizioni climatiche con temperature alte, determinano un importante aumento del numero dei casi di contagio.
Le zone che fanno registrare a Ferrara e provincia la presenza maggiore di questa zanzare sono le golene del fiume Po, le zone caratterizzate da acque stagnanti o comunque umide, e aree con simili caratteristiche ambientali. «Occorre - spiega infine il prof Libanore - fare attenzione a queste zone e difendersi con repellenti per la pelle (esempio il noto Autan, ndr), indossare vestiti chiari ed evitare zone particolarmente umide».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’ottantenne è in pericolo di vita. È ricoverato dal 12 agosto nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Sant’Anna di Cona, reparto diretto dal dottor Marco Libanore. È il direttore del reparto che segue direttamente il caso. «Va detto - spiega il prof Libanore che incontriamo nel suo studio al Sant’Anna - che parliamo di un uomo di età non più giovane, 80 anni, e peraltro debilitato da patologie di un certo rilievo. Il paziente arrivato da noi e colpito dal virus della West Nile, è già portatore difatti di problemi diabetici, è inoiltre affetto - prosegue Libanore - da una cardiopatia ischemica e da un quadro clinico complessivo non semplice. Tutto ciò rende la situazione, chiaramente, ancora più difficile. Tuttavia - prosegue il professore - non disperiamo, la prognosi è riservata e speriamo nel meglio».
L’uomo ha avvertito i primi sintomi all’inizio del mese nella sua casa di Pieve di Cento.
Dapprima trasportato all’ospedale Santissima Annunziata di Cento dove è stato sottoposto ai primi e necessari accertamenti, le sue condizioni sono progressivamente peggiorate tanto che l’uomo è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Sant’Anna di Cona e ricoverato nel reparto di malattie infettive diretto da Libanore. Ad esami svolti, è stata accertata la presenza del virus West Nile sull’anziano di Pieve di Cento. Ieri pomeriggio, quando siamo stati all’interno del reparto, le condizioni del paziente erano stazionarie nella loro gravità. Il fatto che l’uomo abiti a Pieve di Cento, territorio della provincia di Bologna che confina con la ferrarese Cento, ha portato le autorità sanitarie a concentrare gli sforzi per accerchiare il virus tra le province di Bologna e Ferrara. Si è inoltre saputo che l’ottantenne, nei primi giorni di agosto, si è recato (accompagnato da alcuni familiari) a Reggio Emilia, per sottoporsi a trattamenti odontoiatrici. Non si sa, però, al momento, se l’essere andato dal dentista possa avere qualche collegamento con il virus contratto.
Ma come è possibile difendersi dalla zanzara che trasmette all’uomo la malattia? Innanzitutto, come ha confermato Libanore, la modalità principale di trasmissione del virus del Nilo occidentale è rappresentata da diverse specie di zanzare che sono il primo vettore. Tra queste, in particolare, riveste un ruolo primario il genere Culex, presente anche nei nostri territori. Ovviamente tutti i fattori che favoriscono la proliferazione delle zanzare, come ad esempio le piogge abbondanti, le irrigazioni dei terreni agricoli o le condizioni climatiche con temperature alte, determinano un importante aumento del numero dei casi di contagio.
Le zone che fanno registrare a Ferrara e provincia la presenza maggiore di questa zanzare sono le golene del fiume Po, le zone caratterizzate da acque stagnanti o comunque umide, e aree con simili caratteristiche ambientali. «Occorre - spiega infine il prof Libanore - fare attenzione a queste zone e difendersi con repellenti per la pelle (esempio il noto Autan, ndr), indossare vestiti chiari ed evitare zone particolarmente umide».
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