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La Lega Nord chiede il commissario prefettizio

La Lega Nord chiede il commissario prefettizio

A Portomaggiore la rendicontazione del 2016 non è ancora stata presentata Longobardi, capogruppo del Carroccio: misura colma, è ora di fare chiarezza

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PORTOMAGGIORE. La Lega Nord di Portomaggiore ha chiesto l’invio di un commissario prefettizio, ovvero un amministratore (in questo caso comunale) straordinario, a causa della mancata presentazione della rendicontazione 2016, che avrebbe dovuto essere discussa e eventualmente approvata in sede di consiglio comunale entro il 30 aprile scorso.

L’invio del commissario è previsto dall’articolo 141 del Tuel, (Testo unico enti locali), «una misura che si inserisce parallelamente al termine dei cinquanta giorni concessi al Comune», spiega Gian Luca Lombardi, capogruppo Lega Nord in consiglio comunale, che continua: «Diversamente da quella scadenza che, se non rispettata, comporterà lo scioglimento del Comune, la nostra richiesta è per supplire ai ritardi della giunta di mettere all’ordine del giorno del consiglio il rendiconto, cosa che era già stata scritta nella delibera di giunta numero 40 del 1 giugno, che Minarelli, ha fino ad oggi disatteso». Per la Lega Nord di Portomaggiore la misura è colma e non si può più parlare di proroghe, per questo chiede l’invio di un commissario che metta all’ordine del giorno il rendiconto 2016.

Decorso infatti il termine del 30 aprile, sarebbe dovuto partire una comunicazione prefettizia per concedere all’ente altri 20 giorni, ma «nel frattempo, la conversione in legge del decreto Minniti, attraverso l’aggiunta di un comma, (il 3-bis dell’articolo 18, L. 96/2017) ha portato, solo per il 2017, l’allungamento da 20 a 50 giorni del termine prima del commissariamento», chiarisce Lombardi.

«Il mio discorso è rivolto alla Prefettura, che non sta lavorando bene, perché se si fosse mossa per tempo, a quest’ora avremmo già il rendiconto in consiglio o un commissario che starebbe facendo ordine nel caos. Quello che ci chiediamo», continua il consigliere del Carroccio, «è perché si è voluto concedere spazio ad un’amministrazione in palese confusione politica e amministrativa? Oltre a fare chiarezza su questo aspetto, perché riteniamo che se c’è una scadenza legale al 30 aprile gli organi preposti debbano intervenire con tempestività, non possiamo accettare che il consiglio cioè la rappresentanza della popolazione portuense, non possa discutere del rendiconto perché Nicola Minarelli scrive di volerlo inviare il primo di giugno poi non lo fa. Noi invece pensiamo che sia irricevibile il dover aspettare il 23 settembre, con dipendenti comunali e servizi in bilico, la minaccia dello stato di pre-dissesto e il modo e i tempi con cui questa vicenda è stata trattata». Nel frattempo la Lega Nord di Portomaggiore ha avuto un rincontro in Prefettura con il dirigente che si occupa degli enti locali, al quale ha espresso tutte le perplessità del caso, sui tempi e «la necessità di chiudere questa vicenda», sottolinea l’esponente leghista.

«Il sindaco Minarelli - prosegue - ha già avuto fin troppo tempo per temporeggiare e negare di sapere cosa stesse avvenendo sotto di lui. Bisogna che sia una figura terza a porre rimedio ad un buco da 3 milioni e 700mila euro che, nel frattempo, si è materializzato in tutta la sua drammaticità, palesando vari crediti non esigibili, ovvero tributi e altre entrate che sono state scritte a bilancio, ma che difficilmente (per usare un eufemismo) entreranno nella casse comunali. Dalla Prefettura continuano a trincerarsi dietro il termine dei 50 giorni, ma noi abbiamo deciso di formulare ugualmente la richiesta di inviare un commissario prefettizio che conclude Lombardi - predisponga il rendiconto e porti in consiglio questa incredibile vicenda, che sta tenendo in scacco il Comune di Portomaggiore».

Veronica Capucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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