La Nuova Ferrara

Ferrara

Più gente, più affari ma qualcuno protesta

Gli esercenti dei locali divisi sulla manifestazione musicale Maggioranza soddisfatti , però in via Mayr si sentono esclusi

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Allegro moderato. Così, rimanendo in ambito musicale, si può riassumere l’umore dei ristoratori e dei gestori di bar del centro, a proposito dell’indotto creato dal Ferrara Buskers Festival. Un giro tra i ristoranti, le pizzerie, le piadinerie, e i bar per sondare l’umore dei commercianti, non porta a una conclusione univoca: le lamentele non mancano, magari anche in merito ad aspetti che esulano dal Buskers Festival, ma ci sono anche esercenti molto soddisfatti. Tra questi, Luigi della pizzeria Woodpecker di via Saraceno, strada che proprio quest’anno vede il ritorno dei musicisti di strada, dopo la riqualificazione della via. «I Buskers sono energia allo stato pure - sostiene entusiasta - magari ci fossero due edizioni all’anno di questo Festival. Per noi è una manna, e economicamente abbiamo un ottimo riscontro. Per fare un esempio, è come avere la stagione estiva al mare, con affluenze invidiabili. Sono qui da 37 anni, e il Festival l’ho sempre visto crescere» A fare da contraltare a questo entusiasmo, c’è chi, titolare di bar, non vive così bene la manifestazione e non ha gli stessi risultati, soprattutto in termini economici. È ovvio che dove mancano i musicisti la situazione non sia più tanto rosea, anche se magari l’attività è collocata in uno dei punti d’ingresso alla manifestazione. Si tratta del bar Alkemia in via Carlo Mayr, ed è la titolare Barbara a spiegare che nel fine settimana trascorso, il primo di esibizione dei musicisti, ha tenuto aperto il locale, «ma ci ho rimesso del 200%. Qui non c’è nessuno a esibirsi, le altre vie sabato sera alle 22,30 erano affollate, questa vuota. Ho aperto solo perché è brutto chiudere quando c’è una manifestazione; mi dispiace dirlo, ma la realtà è così. Poi ci sono i chioschetti dove regalano le bibite, quindi si può immaginare». Adiacente al bar Alkemia, in via Ripagrande angolo con Porta Reno, si trova il panificio e ristorante Cappelli, e il titolare Massimo, esprime discreta soddisfazione. «Come primo fine settimana è andata abbastanza bene, il gioco è valsa la candela, e domani teniamo aperto anche la sera». Wang Liao Li, titolare del bar Condor in via Carlo Mayr angolo con San Romano, è contenta, «va meglio dell’anno scorso”, dice. Un’analisi abbastanza approfondita la fa Laura Genesini, del bar La Maison, uno dei punti di ritrovo della “movida” ferrarese, in via Carlo Mayr. «Premetto che in questa via non c’è un grosso riscontro del Festival, in quanto non ci sono i musicisti. Anzi, i turisti passano e siamo noi a consigliare loro di andare a vedere questa bella manifestazione, ma non avere qui dei punti di sosta degli artisti penalizza». Il Buskers Festival non incide molto in termini di affluenza di clientela per Luigi Cocchi, il titolare del bar Continental, tra via Scienze e via Saraceno. «E’ un festival che non influisce più di tanto sulla mia attività”, spiega Luigi, «noi chiudiamo alle 20, e la nostra clientela è anche infastidita dal suono, per cui perdiamo i clienti abituali. Gli effetti di un maggior turismo si hanno con le mostre, con il Festival di Internazionale, non con i buskers». Molto soddisfatto è Antonio, della pizzeria “Il mascalzone” in San Romano. Contenti anche all’enoteca “Al Brindisi” di via Adelardi.

Veronica Capucci

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