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Secondo caso grave in Italia Piano di controllo nazionale

Quello accertato in queste ultime ore all’ospedale Sant’Anna di Cona è il quinto caso confermato in Italia in questa estate, il secondo grave. In Sardegna è stata colpita una donna di 51 anni, che ha...

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Quello accertato in queste ultime ore all’ospedale Sant’Anna di Cona è il quinto caso confermato in Italia in questa estate, il secondo grave. In Sardegna è stata colpita una donna di 51 anni, che ha avuto un decorso neuro invasivo. Gli altri tre casi sono balzati all’occhio dei medici nei controlli, scrupolosi, durante le donazioni di sangue. In Italia, la sorveglianza epidemiologica dei casi umani di malattia da virus West Nile è regolata dal «Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu-2017» pubblicato dal ministero della Salute. I dati dal 2012 in avanti mostrano come la maggior concentrazione di casi con sintomi si sia avuta, negli anni passati, ad agosto e settembre. Nell'Unione Europea, nel 2017, sono stati finora riportati 5 casi (di cui 1 confermato e 4 probabili) di malattia da West Nile Virus nell'uomo, e 4 casi (di cui 1 confermato e 3 probabili) nei Paesi limitrofi. Dal 2008 al 2016, in Italia sono stati segnalati oltre 210 casi di malattia neuro-invasiva da West Nilo, concentrati in 9 Regioni (Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna), e 8 casi importati. Le aree considerate endemiche per il virus West Nile sono Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia. Per queste aree il piano prevede la sorveglianza su alcune specie di uccelli (gazze, ghiandaie e cornacchie grigie), cavalli e uomini. Per evitare la trasmissione nell'uomo, la misura più efficace è quella di proteggersi dalle punture di zanzara, usando repellenti e indossando abiti di colore chiaro. Per la stagione estiva-autunnale 2017, nel caso in cui venga segnalato un caso di malattia neuro-invasiva o di febbre da West Nile nell'uomo, scattano delle misure di allerta, come spiega il Centro nazionale sangue dell'Istituto superiore di sanità (Iss). In particolare, vengono attivate delle misure di prevenzione sulle trasfusioni di sangue con test nelle province interessate, i campioni di cellule staminali e midollo donati, e la segnalazione dei donatori risultati positivi. I casi vanno inoltre segnalati alla Asl.

Approssimativamente circa l'80% delle infezioni da West Nile virus, nell'essere umano, decorrono a livello sub-clinico, ovvero non causano sintomi evidenti. Il periodo di incubazione è tipicamente compreso tra 2 e 15 giorni. Nel caso, invece, si verifichi una sintomatologia, questa è generalmente dominata dalla febbre, e da qui il nome di febbre del Nilo occidentale. Raramente oltre alla febbre possono comparire alcune gravi complicazioni neurologiche, quali meningite ed encefalite. La diffusione avviene, come vettori (cioè animali che “trasportano” il virus), in particolare attraverso gli spostamenti di uccelli (cornacchie e gazze) e anche cavalli. Tra l’altro, altro particolare che interessa direttamente la provincia di Ferrara, sono proprie le gazze e le cornacchie a trasportare il virus che poi, attraverso le punture, si trasferisce alle zanzare, e da queste il rischio dell’ultimo “trasferimento”, quello all’uomo. Come il prof Libanore ha ieri ribadito, l’80% delle forme di questa malattia è asintomatico, cioè non presenta sintomi evidenti nel paziente colpito; il 20% evidenzia soltanto febbre; ed, infine, lo 0,01% può essere letale, colpisce i centri del sistema nervoso, provocando encefaliti, paralisi e neuropatie. Quest’ultimo tipo di malattia è quella che ha colpito l’anziano di Pieve di Cento ricoverato all’ospedale di Cona.

A livello regionale, tra il 2008 e il 2016 sono stati confermati 77 casi, con una media annua di incidenza della malattia pari a 1,9 ogni milione di abitanti.

(m.puli.)

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