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Tra rumori e odori Azienda di Bondeno dichiarata insalubre

Tra rumori e odori Azienda di Bondeno dichiarata insalubre

BONDENO. L’azienda Esco che si occupa di produzione di energia elettrica e calore da fonti rinnovabili, operante sul territorio comunale di Bondeno, in via Arianuova 15, è stata dichiarata “impianto...

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BONDENO. L’azienda Esco che si occupa di produzione di energia elettrica e calore da fonti rinnovabili, operante sul territorio comunale di Bondeno, in via Arianuova 15, è stata dichiarata “impianto insalubre”, da una determina dell’ufficio tecnico del municipio. Tutto questo è avvenuto lo scorso 20 luglio, attraverso la determina numero 780, una volta recepiti i pareri dell’Arpae (l’Agenzia regionale sulla prevenzione dell’ambiente), con i quali il Comune ha potuto acquisire la documentazione relativa all’istanza di “autorizzazione unica”. Il Comune ha emesso la determinazione richiamando anche il parere del dipartimento di sanità pubblica-Unità operativa di igiene, sempre a proposito della domanda di “autorizzazione unica” presentata dall’azienda energetica, specificando che ai sensi delle leggi sanitarie e delle attuali classificazioni delle industrie insalubri, «la classificazione dell’azienda è da ricondursi a industria di prima classe, sezione b, n. 64 (gas povero, gas misto)». In pratica, un’industria di tipo insalubre. Il Comune precisa nel proprio documento che l’attività esercitata dalla ditta dovrà svolgersi senza arrecare nocumento al vicinato e rispettando le norme dettate da Arpae.

L’Ausl aggiunge che l’impianto «dovrà adottare tutti i sistemi e le tecnologie atte al contenimento delle emissioni di qualsiasi natura, entro i limiti previsti dalla vigente normativa, ed in particolare per quanto attiene alle problematiche riguardati le emissioni in atmosfera, il rumore e gli odori». Tema, quest’ultimo, che ha generato in passato più di una polemica nella zona e la nascita di un comitato di cittadini che porta appunto il nome di Arianuova.

La classificazione dell’impianto, sancita dal documento del Comune, è stata trasmessa per conoscenza alle stesse Arpae e Ausl. La determina potrà eventualmente essere impugnata dalla proprietà dell’azienda davanti al Tar, entro i termini previsti dalla legge.

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