Aggressioni, scippi e furti alla Gad
Altra giornata violenta attorno alla stazione, una coppia minacciata da quattro spacciatori in pieno giorno nel sottomura
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Non passa giorno che il quartiere Gad non registri un fatto di cronaca, più o meno grave. Anche ieri le forze dell’ordine sono state chiamate a intervenire per tentativi di furto e minacce, come ha testimoniato un ragazzo di 19 anni che ieri pomeriggio attorno alle 18 ha rischiato di passare un brutto quarto d’ora. Il giovane ferrarese era in compagnia di un’amica e stava transitando in bici nel sottomura di via Mura di Porta Po, il tratto che collega viale Po a via Tumiati e al Palazzo delle Palestre.
«A un certo punto quattro persone di colore ci hanno sbarrato la strada, impedendoci di passare», ha detto il giovane ferrarese.
Alle proteste del ragazzo, che ha fatto notare ai quattro spacciatori che non erano i padroni della strada, questi hanno cominciato ad avere atteggiamenti sempre più minacciosi. Il giovane, temendo anche per l’amica, si è allontanato fuggendo e il gruppetto ha inforcato le biciclette con l’intenzione di seguire la coppia. Per fortuna la presenza di altre persone ha fatto desistere i malintenzionati, che si sono allontanati. Il giovane allora ha chiamato i carabinieri, che sono intervenuti per cercare di rintracciare il gruppetto.
«Non sono razzista - ha detto il giovane - ma mi sto accorgendo che anche questo tratto delle Mura sta diventando sempre più territorio incontrastato di spacciatori prepotenti e provocatori che si credono i padroni della città. Non è giusto che la gente non possa circolare liberamente. Questi vanno fermati».
In mattinata invece a dover chiamare i carabinieri è stato un viaggiatore che stava camminando lungo via Cassoli trascinando un trolley. L’uomo è stato avvicinato da un individuo con capigliatura folta con treccine che ha cercato di sottrargli il bagaglio, sostenendo di essere lui il proprietario della valigia. Solo la resistenza della vittima ha indotto il malintenzionato a tagliare la corda e a rinunciare al bottino.
Meglio è andata al malvivente che nella notte tra domenica e lunedì, sempre in zona stazione, ha rapinato del cellulare un cittadino francese. Erano circa le 3 di notte quando la vittima si è vista strappare di mano il telefono da uno sconosciuto che, di fronte al suo tentativo di reazione, lo ha anche spintonato e malmenato. Il poveretto, terrorizzato, ha poi chiesto soccorso bussando alle porte chiuse, finché qualcuno non è intervenuto in suo aiuto. Il furto con strappo del cellulare, del resto, ha conosciuto una preoccupante popolarità negli ultimi mesi, con diverse segnalazioni.
Un furto, ma di bicicletta, è stato invece sventato martedì in piazza Castellina dai carabinieri del Norm in collaborazione con la polizia Municipale. Il ladro, un ferrarese di 51 anni senza fissa dimora e già conosciuto alle forze dell’ordine, stava portando di peso una bicicletta rubata, ancora chiusa con il catenaccio, in cerca di un posto tranquillo in cui spaccare la catena.
Durante un servizio di controllo da parte della polizia Municipale, l’uomo è stato notato mentre trascinava una bicicletta da uomo con catena e lucchetto chiuso, e non certo perché avesse smarrito le chiavi. A quel punto sono intervenuti i carabinieri del Norm di Ferrara, che hanno bloccato l’uomo, che è anche stato è stato sottoposto a perquisizione: con sé aveva, in una tasca dei pantaloni, un coltello a doppia lama della lunghezza di 30 cm, anch’esso sequestrato. Per il cinquantenne alla denuncia per furto aggravato si è aggiunta anche quella di porto di oggetti atti a offendere.
Aggressioni, tentativi di scippo e di furto che vanno oltre gli scontri e le risse, pure ripresi con virulenza, tra gruppi rivali per il controllo del mercato della droga. Violenza e criminalità che deborda dalle lotte interne e finisce per coinvolgere anche i residenti, chi si trova a transitare per il quartiere o i commercianti. Ne è un esempio l’aggressione del 16 agosto in piazza Castellina ai danni del titolare bengalese di un esercizio e di suo cognato. Ad accendere la scintilla, la disputa attorno a un resto di appena cinquanta centesimi che l’avventore si era rifiutato di pagare. Del tutto gratuito e sproporzionato l’attacco ai due uomini, soprattutto il cognato che, colpito alla testa e alle mani con un bastone di legno e una catena da bicicletta, è finito all’ospedale.
Il clima di tensione ha inciso sulle abitudini dei residenti. Tempo fa una signora aveva riferito alla “Nuova” di aver adottato la precauzione di indossare un paio di occhiali scuri, camminando per strada, per evitare di incrociare lo sguardo degli spacciatori e magari suscitarne la rabbia. In piazza Castellina ormai al calare del buio scatta quasi un coprifuoco spontaneo, visto che i residenti preferiscono non uscire più di sera per evitare brutti incontri.
«A un certo punto quattro persone di colore ci hanno sbarrato la strada, impedendoci di passare», ha detto il giovane ferrarese.
Alle proteste del ragazzo, che ha fatto notare ai quattro spacciatori che non erano i padroni della strada, questi hanno cominciato ad avere atteggiamenti sempre più minacciosi. Il giovane, temendo anche per l’amica, si è allontanato fuggendo e il gruppetto ha inforcato le biciclette con l’intenzione di seguire la coppia. Per fortuna la presenza di altre persone ha fatto desistere i malintenzionati, che si sono allontanati. Il giovane allora ha chiamato i carabinieri, che sono intervenuti per cercare di rintracciare il gruppetto.
«Non sono razzista - ha detto il giovane - ma mi sto accorgendo che anche questo tratto delle Mura sta diventando sempre più territorio incontrastato di spacciatori prepotenti e provocatori che si credono i padroni della città. Non è giusto che la gente non possa circolare liberamente. Questi vanno fermati».
In mattinata invece a dover chiamare i carabinieri è stato un viaggiatore che stava camminando lungo via Cassoli trascinando un trolley. L’uomo è stato avvicinato da un individuo con capigliatura folta con treccine che ha cercato di sottrargli il bagaglio, sostenendo di essere lui il proprietario della valigia. Solo la resistenza della vittima ha indotto il malintenzionato a tagliare la corda e a rinunciare al bottino.
Meglio è andata al malvivente che nella notte tra domenica e lunedì, sempre in zona stazione, ha rapinato del cellulare un cittadino francese. Erano circa le 3 di notte quando la vittima si è vista strappare di mano il telefono da uno sconosciuto che, di fronte al suo tentativo di reazione, lo ha anche spintonato e malmenato. Il poveretto, terrorizzato, ha poi chiesto soccorso bussando alle porte chiuse, finché qualcuno non è intervenuto in suo aiuto. Il furto con strappo del cellulare, del resto, ha conosciuto una preoccupante popolarità negli ultimi mesi, con diverse segnalazioni.
Un furto, ma di bicicletta, è stato invece sventato martedì in piazza Castellina dai carabinieri del Norm in collaborazione con la polizia Municipale. Il ladro, un ferrarese di 51 anni senza fissa dimora e già conosciuto alle forze dell’ordine, stava portando di peso una bicicletta rubata, ancora chiusa con il catenaccio, in cerca di un posto tranquillo in cui spaccare la catena.
Durante un servizio di controllo da parte della polizia Municipale, l’uomo è stato notato mentre trascinava una bicicletta da uomo con catena e lucchetto chiuso, e non certo perché avesse smarrito le chiavi. A quel punto sono intervenuti i carabinieri del Norm di Ferrara, che hanno bloccato l’uomo, che è anche stato è stato sottoposto a perquisizione: con sé aveva, in una tasca dei pantaloni, un coltello a doppia lama della lunghezza di 30 cm, anch’esso sequestrato. Per il cinquantenne alla denuncia per furto aggravato si è aggiunta anche quella di porto di oggetti atti a offendere.
Aggressioni, tentativi di scippo e di furto che vanno oltre gli scontri e le risse, pure ripresi con virulenza, tra gruppi rivali per il controllo del mercato della droga. Violenza e criminalità che deborda dalle lotte interne e finisce per coinvolgere anche i residenti, chi si trova a transitare per il quartiere o i commercianti. Ne è un esempio l’aggressione del 16 agosto in piazza Castellina ai danni del titolare bengalese di un esercizio e di suo cognato. Ad accendere la scintilla, la disputa attorno a un resto di appena cinquanta centesimi che l’avventore si era rifiutato di pagare. Del tutto gratuito e sproporzionato l’attacco ai due uomini, soprattutto il cognato che, colpito alla testa e alle mani con un bastone di legno e una catena da bicicletta, è finito all’ospedale.
Il clima di tensione ha inciso sulle abitudini dei residenti. Tempo fa una signora aveva riferito alla “Nuova” di aver adottato la precauzione di indossare un paio di occhiali scuri, camminando per strada, per evitare di incrociare lo sguardo degli spacciatori e magari suscitarne la rabbia. In piazza Castellina ormai al calare del buio scatta quasi un coprifuoco spontaneo, visto che i residenti preferiscono non uscire più di sera per evitare brutti incontri.
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