Berra, il professor Raminelli racconta storie del territorio
BERRA . Storia di amori contrastati, amorazzi, contrabbando e dei provvidenziali piselli di un conte nelle terre basse ferraresi nella prima metà dell’Ottocento è l’ultima fatica del professor...
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BERRA . Storia di amori contrastati, amorazzi, contrabbando e dei provvidenziali piselli di un conte nelle terre basse ferraresi nella prima metà dell’Ottocento è l’ultima fatica del professor Giovanni Raminelli. Nel titolo è già contenuta, per sommi capi, la trama del romanzo. Ma la sintesi è spesso nemica della chiarezza. È vero che il titolo ne svela la trama, ma è pur vero che la lettura dipana gli intrighi che il titolo non deve e non può svelare completamente. Un libro che si identifica in molte categorie, perché è un romanzo ma anche un giallo, perché è divertente, allegro ma anche riflessivo. Perché riporta alla luce vecchie usanze in disuso e nomignoli dialettali. Un mix ben fatto e piacevole da leggere.
La vicenda si svolge tutta intorno a Serravalle, Ariano Ferrarese e Villa Giglioli, sempre nel Berrese. Serravalle era sotto il dominio pontificio e Ariano era governata dall’Impero Austro-ungarico. Nel suo racconto, Raminelli, fa capire come si viveva in quell’epoca di pre-unità d’Italia e lo fa attraverso personaggi con caratteri piuttosto definiti. Tutte le vicende sono intrecciate tra di loro come un tappeto e alla fine portano ai piselli del Conte, parte essenziale del romanzo.
«Devo dire che le biblioteche rappresentano una risorsa insostituibile - ci dice Raminelli -; mentre gli attacchi informatici distruggono tutto, il cartaceo bibliotecario resta nel tempo e per questo le biblioteche hanno un valore immenso. Come si può intuire, questo libro avrà un seguito, che sto già scrivendo e uscirà il prossimo anno». (d.m.)
La vicenda si svolge tutta intorno a Serravalle, Ariano Ferrarese e Villa Giglioli, sempre nel Berrese. Serravalle era sotto il dominio pontificio e Ariano era governata dall’Impero Austro-ungarico. Nel suo racconto, Raminelli, fa capire come si viveva in quell’epoca di pre-unità d’Italia e lo fa attraverso personaggi con caratteri piuttosto definiti. Tutte le vicende sono intrecciate tra di loro come un tappeto e alla fine portano ai piselli del Conte, parte essenziale del romanzo.
«Devo dire che le biblioteche rappresentano una risorsa insostituibile - ci dice Raminelli -; mentre gli attacchi informatici distruggono tutto, il cartaceo bibliotecario resta nel tempo e per questo le biblioteche hanno un valore immenso. Come si può intuire, questo libro avrà un seguito, che sto già scrivendo e uscirà il prossimo anno». (d.m.)
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