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La siccità mette a rischio la produzione del mais

La siccità mette a rischio la produzione del mais

Gulinelli (Coldiretti): «Il gran caldo potrebbe cancellare un terzo dei raccolti» Necessari interventi urgenti per rendere disponibile l’acqua per le irrigazioni

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Si è conclusa da qualche settimana la campagna 2017 del grano con risultati mediamente positivi che già la trebbiatura del Mais si può ritenere a buon punto se confrontata con il calendario degli anni scorsi. Sergio Gulinelli, presidente di Coldiretti Ferrara, ci descrive brevemente lo stato dell'arte della trebbiatura in provincia di Ferrara ed esprime alcune considerazioni in merito alla questione siccità. «per l'Alto ferrarese la campagna di raccolta è poco oltre la metà e così pure per il medio ferrarese (Ferrara, Porto, Ostellato ecc.); nel copparese – contina Gulinelli – invece possiamo dire di essere ormai giunti alla fine delle trebbiature».

«Per tutte le aree, sottolinea il presidente di Coldiretti, la siccità ha condizionato al ribasso le produzioni, ed in modo particolare per chi non ha irrigato affatto o ha irrigato male, con una media in genere tra i 60 e 75 quintali. Per colture ben irrigate al momento giusto si arriva ai 100/110 quintali per ettaro. Ho notizie di rare punte attorno ai 120, ma la media è molto inferiore».

«La siccità in regione sta mettendo a rischio più di un terzo della produzione agroalimentare regionale – ci spiega Gulinelli - e sono necessari interventi urgenti per rendere subito disponibile l’acqua per i campi dove sono tutte le colture a soffrire .

Dal pomodoro al mais, dalla barbabietola ai foraggi, sono le principali colture regionali a vedere drasticamente ridotta la produttività. La Produzione sarà in calo sicuramente anche per la frutta, con l’ulteriore problema che i prezzi pagati alla produzione non solo non ripagano le minori quantità raccolte, peraltro di ottima qualità, ma addirittura non ripagano i costi di produzione.

Sono In difficoltà anche gli allevamenti, sia per il minor raccolto di foraggio, sia per il calo della produzione di latte fino al 20% in meno causato nelle mucche dal caldo eccessivo.

Anche il territorio della Provincia di Ferrara è stato colpito dalla crisi idrica causata dalla siccità e di conseguenza sono stati ridotti i prelievi di acqua dal Po, anche se al momento solo per alcuni giorni di questo mese

Secondo Coldiretti, in Emilia Romagna i problemi dovuti alla siccità non sono solo frutto del clima ma scaturiscono anche dalla mancata realizzazione di progetti anti-siccità che hanno più di dieci anni. Nel 2005 – ricorda Coldiretti – il Piano regionale di Tutela delle Acque aveva lanciato il censimento delle aree idonee a creare bacini per raccogliere le acque nei periodi piovosi ed erano state individuate cave e casse di espansione da utilizzare come depositi di acqua per far fronte nei periodi siccitosi ai cali di portata dei fiumi, in particolare del Po da cui deriva il 70% dell’acqua utilizzata per l’irrigazione nella nostra regione.

Il censimento è restato di fatto lettera morta e così stiamo pagando caro i ritardi della realizzazione del piano. Non è più possibile – conclude Gulinelli– continuare a parlare sempre di emergenza: dobbiamo essere capaci di prevenire realizzando gli interventi per accumulare le acque che il cielo ci manda nei periodi di pioggia.

Sino ad ora la Regione ha dovuto stanziare 8,5 milioni di euro per contenere i danni dovuti allo stato di emergenza siccità già dichiarato nei mesi scorsi dall’Emilia Romagna, oltre alla decisione di riaprire le assegnazioni di gasolio per le aziende agricole, in modo da permettere di avere carburante in più per alimentare i sistemi di irrigazione dei campi e permettere le altre lavorazioni.

Lauro Casoni

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