IN REGIONE
Un protocollo unitario contro le “malattie” del cereale
Regione Emilia-Romagna nelle settimane scorse si è attivata per la promozione e diffusione del protocollo d’intesa al quale aderiscono tutte le strutture di stoccaggio (cooperative e private)...
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Regione Emilia-Romagna nelle settimane scorse si è attivata per la promozione e diffusione del protocollo d’intesa al quale aderiscono tutte le strutture di stoccaggio (cooperative e private) operanti in provincia di Ferrara, le rappresentanze degli agricoltori (Organizzazioni professionali agricole e Organizzazioni dei produttori) e i rappresentanti dei trebbiatori, che si pone l’obiettivo della riduzione del rischio di contaminazione da aflatossine B1 nel mais, al fine di ottenere granella salubre. Con la sottoscrizione del Protocollo di intesa tutti i soggetti della filiera si impegnano all’adozione delle linee guida, strumento necessario per la predisposizione di un piano di autocontrollo aziendale, dalla fase di raccolta della granella alla vendita post-raccolta del mais. Le aziende dovranno adottare una procedura di autocontrollo, elaborato secondo i principi del sistema Haccp, descrivendo il proprio processo produttivo attraverso un flusso di informazioni che identifichi tutte le fasi e i potenziali rischi relativi alla contaminazione del prodotto, nonché le azioni preventive utilizzabili per un loro controllo. I partecipanti, sono tenuti a sottoscrivere annualmente il protocollo stesso confermando così per ogni campagna la propria adesione. Le micotossine sono molecole nocive all’organismo prodotte dal metabolismo di diversi tipi di muffe naturalmente presenti sulla pianta. Le temperature elevate oltre a ridurre le rese dei raccolti, hanno favorito il proliferare di queste muffe e di conseguenza delle micotossine. Il problema era esploso qualche anno fa e da allora l'attenzione degli operatori non è mai calata , sempre rivolta a salvaguardare la salubrità dei prodotti e quindi degli alimenti. (l.c.)
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