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A Palazzo della Racchetta inaugura un ristorante

A Palazzo della Racchetta inaugura un ristorante

Dal 10 settembre pizza e grandi piatti nello storico edificio oggi sede espositiva Il proprietario: ospiteremo eventi e serate speciali. Anche sei stanze arredate

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«Ci sono luoghi nei quali con magica intensità si depositano innumerevoli strati di memoria e di emozioni… strati di voci, pensieri, esistenze che hanno lasciato impronte di sé che ridanno vita alle pietre». Nel libro che racconta la storia del Palazzo della Racchetta c’è la prefazione intitolata “Monumenti del cuore” di Enrico Ravegnani, l’attuale proprietario che ha scelto una maniera particolare per dare nuova vita allo storico edificio che ha visto nei secoli l’alternarsi di famiglie nobili e facoltose. «Il prossimo 10 settembre - annuncia - inaugureremo il ristorante La Racchetta dove si potrà mangiare anche la pizza e che sarà gestito dall’imprenditore libanese Wassim Daoud. Potrà ospitare anche 150 persone per le quali cucinerà un grande chef. Si lavora per adattare il piano terra a questa nuova attività che ospiterà anche eventi e serate speciali. Ma non sarà l’unica novità. Nell’altra ala del Museo Antica Dimora stiamo arredando sei stanze conservando lo stile antico che gli è proprio, dove ci sarà la possibilità di fare colazione con tanto di buono da consumare altrove. Infine è già stata inaugurata la sede legale del Lions Club Estense di cui faccio parte, il primo club lions che ha un luogo con cui identificarsi».

Un capovolgimento di finalità per il Palazzo della Racchetta che fino ad oggi ci aveva abituato a rassegne d’arte moderna ed alla presenza di famosi artisti di tutto il mondo.

La sua storia si può ricavare dagli stemmi delle famiglie che lo abitarono e che si trovano nel soffitto a cassettoni del salone al secondo piano. Si inizia alla fine del 1200 con la famiglia Dalle Frutta per proseguire con i Macchiavelli presenti a Ferrara fino al 1600. Ci sono stati poi i Dal Ponte, i Viviani, i Venieri e nel 1874 Domenico Taddei risulta l’ultimo proprietario che apportò molte modifiche. Nel 1952 fu acquistato dalla famiglia Balboni i cui faceva parte la madre Anna Maria di Enrico Ravegnani ed in particolare fu lo zio Laerte Balboni (deceduto nel 2014) a lasciaglielo in eredità dopo averlo restaurato insieme al nipote. «Il nome del palazzo - conclude Enrico - deriva dal gioco con la palla che si faceva in via Vaspergolo e dall’immagine della Madonna Addolorata della Racchetta conservata nella chiesa del Suffragio di S. Romano. Il palazzo è ricco di storia anche recente: durante la Seconda guerra mondiale mia nonna Ida Balboni con suo marito Enrico e la famiglia Faggioli costituirono una società per la vendita di prodotti alimentari e lì vicino venivano custoditi anche prodotti di famiglie ebree perché non fossero razziati».

Margherita Goberti



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