Addio Abdinur, la politica vissuta con il sorriso
Storico militante del Pd, è morto per un malore improvviso. Aveva 70 anni Il ministro Franceschini: «Ci mancherà un amico pieno di entusiasmi e affetti»
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Un sorriso contagioso stampata su un viso allegro e solare. Era impossibile non provare una simpatia istintiva per Abdinur Moallim, “somalo di Ferrara”, conosciutissimo in città per l’impegno politico e la partecipazione alla vita sociale e culturale ferrarese. Per questo ieri, quando si è diffusa la notizia della sua scomparsa, lo stupore e il dolore sono tracimati in decine e decine di messaggi increduli e pieni di tristezza.
Abdinur aveva 70 anni e, nonostante avesse avuto di recente alcuni problemi di salute, la morte lo ha colto all’improvviso, in una notte di fine estate, dopo una serata passata con gli amici al bar di Baura. Andando a riprendere l’auto, ha avuto un malore e si è accasciato al suolo. Soccorso dal 118 e portato all’ospedale, è morto poco dopo.
«Ci ha lasciato Abdinur, un uomo pieno di entusiasmi, di passioni, di affetti. Ha amato la politica, Ferrara, il Pd. Un amico per tutti noi, ci mancherà il suo sorriso», scrive il ministro alla Cultura Dario Franceschini.
Abdinur era arrivato giovanissimo a Ferrara dalla Somalia e nella nostra città aveva studiato fino a laurearsi in biologia. Aveva lavorato per Arpa e per il Comune di Ferrara, ma la sua grande passione era stata la politica, prima tra le fila della Margherita e poi del Pd: consigliere di Circoscrizione e già segretario del circolo Cona-Corlo-Baura, nel 2013 era stato tra i fondatori del Comitato Ferrara-Est per Renzi. Nel 2014 si era candidato per il consiglio comunale alle elezioni amministrative, e la sua mancata elezione lo aveva lasciato molto deluso.
Alcuni anni fa aveva perso la moglie, Leonarda Gamberoni, conosciuta da ragazzo all’ospedale - dove lei lavorava - durante il periodo di tirocinio di biologia. Dalla loro unione sono nati Romano, Lodovica e Camilla, e il lutto era stato un colpo durissimo per tutta la famiglia.
«Abdi era la dolcezza e la gentilezza fatta persona - lo ricorda commosso Massimo Bianchi, compagno di partito ma soprattutto suo grande amico - Tra le tante cose, di lui mi aveva colpito la reazione che ebbe un giorno mentre stavano prendendo il caffè in un bar. Qualche avventore aveva fatto qualche battuta sgradevole e razzista. Lui non aveva perso la calma e neanche il buonumore: “Purtroppo ci sono persone del genere, ma io e te stiamo bene lo stesso, e questo è l’importante”, mi aveva detto, e io l’ho sempre considerata una grande lezione».
«Era un attivista simpatico a tutti, sempre disponibile e gentile», interviene il vicesindaco Massimo Maisto, con un pensiero per i figli ora rimasti senza genitori. «Il mio cuore piange», scrive il segretario provinciale Luigi Vitellio.
«Ricordo il tuo buonumore costante, senza eccezioni. Ricordo l'ironia, senza riverenze. Ricordo il tuo non prendere e non prenderti troppo sul serio. Triste notizia la tua prematura scomparsa. Ti abbraccio con affetto, buon viaggio», è il post di Luigi Marattin sulla pagina facebook di “Abdi”, inondata di messaggi addolorati.
Ma a restituire il tratto di Abdinur, la sua capacità di sapersi prendere in giro, è forse questo aneddoto che riferisce il consigliere comunale Davide Bartolasi: «Lui partecipava sempre alle feste dell’Unità, il suo compito era quello di lavapiatti e per tutta la sera vedevi questo omone, con il grembiule, che non si fermava un attimo. E alla fine gli piaceva molto fare questa battuta: «Ok per stasera può bastare, ho proprio sgobbato come un negro!» (a.m.)
Abdinur aveva 70 anni e, nonostante avesse avuto di recente alcuni problemi di salute, la morte lo ha colto all’improvviso, in una notte di fine estate, dopo una serata passata con gli amici al bar di Baura. Andando a riprendere l’auto, ha avuto un malore e si è accasciato al suolo. Soccorso dal 118 e portato all’ospedale, è morto poco dopo.
«Ci ha lasciato Abdinur, un uomo pieno di entusiasmi, di passioni, di affetti. Ha amato la politica, Ferrara, il Pd. Un amico per tutti noi, ci mancherà il suo sorriso», scrive il ministro alla Cultura Dario Franceschini.
Abdinur era arrivato giovanissimo a Ferrara dalla Somalia e nella nostra città aveva studiato fino a laurearsi in biologia. Aveva lavorato per Arpa e per il Comune di Ferrara, ma la sua grande passione era stata la politica, prima tra le fila della Margherita e poi del Pd: consigliere di Circoscrizione e già segretario del circolo Cona-Corlo-Baura, nel 2013 era stato tra i fondatori del Comitato Ferrara-Est per Renzi. Nel 2014 si era candidato per il consiglio comunale alle elezioni amministrative, e la sua mancata elezione lo aveva lasciato molto deluso.
Alcuni anni fa aveva perso la moglie, Leonarda Gamberoni, conosciuta da ragazzo all’ospedale - dove lei lavorava - durante il periodo di tirocinio di biologia. Dalla loro unione sono nati Romano, Lodovica e Camilla, e il lutto era stato un colpo durissimo per tutta la famiglia.
«Abdi era la dolcezza e la gentilezza fatta persona - lo ricorda commosso Massimo Bianchi, compagno di partito ma soprattutto suo grande amico - Tra le tante cose, di lui mi aveva colpito la reazione che ebbe un giorno mentre stavano prendendo il caffè in un bar. Qualche avventore aveva fatto qualche battuta sgradevole e razzista. Lui non aveva perso la calma e neanche il buonumore: “Purtroppo ci sono persone del genere, ma io e te stiamo bene lo stesso, e questo è l’importante”, mi aveva detto, e io l’ho sempre considerata una grande lezione».
«Era un attivista simpatico a tutti, sempre disponibile e gentile», interviene il vicesindaco Massimo Maisto, con un pensiero per i figli ora rimasti senza genitori. «Il mio cuore piange», scrive il segretario provinciale Luigi Vitellio.
«Ricordo il tuo buonumore costante, senza eccezioni. Ricordo l'ironia, senza riverenze. Ricordo il tuo non prendere e non prenderti troppo sul serio. Triste notizia la tua prematura scomparsa. Ti abbraccio con affetto, buon viaggio», è il post di Luigi Marattin sulla pagina facebook di “Abdi”, inondata di messaggi addolorati.
Ma a restituire il tratto di Abdinur, la sua capacità di sapersi prendere in giro, è forse questo aneddoto che riferisce il consigliere comunale Davide Bartolasi: «Lui partecipava sempre alle feste dell’Unità, il suo compito era quello di lavapiatti e per tutta la sera vedevi questo omone, con il grembiule, che non si fermava un attimo. E alla fine gli piaceva molto fare questa battuta: «Ok per stasera può bastare, ho proprio sgobbato come un negro!» (a.m.)
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