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Bonifica, il Cer àncora di salvezza
Contro la siccità anche la Renana punta sui progetti per gli invasi
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ARGENTA. La Bonifica Renana ribadisce come il cambiamento climatico sia un dato strutturale anche per l'Emilia-Romagna, e un 2017 caratterizzato dal perdurare di alte temperature e dall’assenza di piogge significative ne costituisce una prova sufficiente. «Appare necessario programmare soluzioni adatte a questo mutato contesto climatico, e in questa direzione - sottolinea il Consorzio - vanno le proposte progettuali della Bonifica Renana che rientrano nel Piano nazionale degli invasi, elaborato dall'Anbi nazionale». Dal settore agricolo giungono dati sui deficit produttivi a carico di coltivazioni ed allevamenti, a causa di un caldo senza sosta che dura da 3 mesi e della mancanza di pioggia. La situazione dell’Argentano, nel comprensorio della Bonifica Renana, è meno grave di quella registrata in altre aree della regione, grazie al fatto che il Consorzio è il principale utilizzatore regionale delle acque di superficie del fiume Po, veicolate tramite il Canale Emiliano Romagnolo (Cer) che attraversa per ben 148 chilometri l'Emilia-Romagna, da Bondeno alla Romagna. «Il rubinetto fondamentale per l'irrigazione bolognese si trova nell'arco alpino e rifornisce il principale fiume italiano, il quale, fino ad oggi ha consentito alla Renana - evidenzia il Consorzio - di distribuire tra marzo e giugno, un 70% di metri cubi di acqua irrigua in più, rispetto ai 16 milioni medi del decennio precedente: di fatto, con le acque del Po è stato finora possibile supplire alle piogge mancanti di questa annualità. Ma occorre evidenziare un dato fondamentale: l'acqua ed i mezzi per irrigare costano e molte colture non possono sostenere questo costo, visti i prezzi di mercato pagati a livello di azienda agricola».
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