La Nuova Ferrara

Ferrara

«Gad, cambio di marcia tardivo»

Un controllo interforze al grattacielo
◗
Un controllo interforze al grattacielo

Il sindacato Sap al sindaco di Ferrara: il nostro dovere lo facciamo già senza le sue esortazioni

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. «Le cose che scrive oggi l’avvocato Tagliani noi le sosteniamo da anni, perché sull’asfalto e nei parchi della “sua” città ci stiamo notte e giorno. Tante volte abbiamo provato a far giungere nei “palazzi” l’eco delle nostre considerazioni, frutto d’esperienza diretta».

È tagliente la replica che il segretario provinciale del Sap Luca Caprini rivolge al sindaco dopo la sollecitazione del primo cittadino alle forze dell’ordine a fare di più per ripristinare la legalità nel quartiere Gad. «Anche senza le sue esortazioni la nostra parte la facciamo da sempre e la faremo nel futuro» ribatte Caprini, peccato che l’invito a potenziare i controlli e a incrementare le pattuglie rischiano di restare lettera morta perché «si scontrano con una realtà: una conclamata scarsità di uomini e risorse che non aumentano a seconda dei tardivi desiderata del sindaco».

A questo si affianca, sostiene ancora Caprini, la crescente consapevolezza anche a livello nazionale che «non si può proseguire oltre con una gestione del flusso migratorio senza limiti, senza distinguo, senza controlli rigorosi». Per anni, incalza il segretario del Sap, «sui problemi del quartiere Gad c’è stato un atteggiamento negazionista. Hanno preferito soprassedere, se non ignorare; i risultati sono quelli che tutti sanno. Siamo noi a venir aggrediti e feriti dalle “percezioni soggettive”, anche alla semplice richiesta di un documento di identificazione. Noi arrestiamo a seguito di crimini questi soggetti per vederli liberati ancora prima di aver finito di redigere i verbali».

Persone che, «facendosi vigliaccamente scudo della richiesta d’asilo (che gli verrà rifiutato nel 90% dei casi, dopo anni di ricorsi - e intanto stanno qua) hanno spadroneggiato e spadroneggiano tuttora in vaste aree del centro abitato, vessandone i residenti, sapendo d’ottenere alla fine della corsa una bonaria tolleranza da protagonisti non marginali della società».

Inutile poi spostare il presidio della polizia Municipale in viale IV Novembre («se le gang si stanziassero da domattina in Foro Boario che si fa, spostiamo il comando»?)

I problemi della Gad si stanno diffondendo in altre aree cittadine, continua Caprini, e il «brusco cambio di rotta dell’amministrazione, quali che siano le sue ragioni, giunge tardivo. Speriamo perlomeno - conclude - che d’ora in poi le cose vengano chiamate con il loro nome: chi permane nel territorio nazionale senza averne titoli è clandestino, chi se ne infischia delle regole è un maleducato, chi commette reati in serie è un delinquente».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google