San Bartolomeo, festa per la chiesa dopo il sisma
Ferrara, ieri sera la cerimonia di riapertura a distanza di cinque anni. Tanta commozione quando si sono sentite le campane
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FERRARA. È stata una festa emozionante, dal carattere religioso, istituzione e sociale, quella che ieri sera ha accompagnato l’inaugurazione della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo in Bosco, restaurata dopo i danni riportati dal sisma nel 2012. Ricostruita dopo che quella precedente rimase distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra mondiale, è stata consacrata nel 1959, e pesanti sono stati i danni riportati in occasione del sisma di 5 anni fa. E ora, grazie ai lavori iniziati ad aprile, finalmente è stata restituita alla comunità. Presenti il sindaco Tiziano Tagliani con gli assessori Modonesi e Sapigni, il presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, l’arcivescovo di Ferrara- Comacchio Mons. Gian Carlo Perego, tanti sacerdoti della diocesi, il segretario regionale Pd Paolo Calvano, Marcella Zappaterra, e naturalmente loro – i fedeli e gli abitanti di San Bartolomeo – felicissimi di essersi riappropriati dopo 5 anni della loro chiesa. E proprio il primo cittadino ha espresso «grande soddisfazione per una così importante presenza istituzionale, nella speranza che questo sia un segnale anche per tutte le altre comunità che ancora aspettano questo momento. Le chiese sono gli edifici più complessi da recuperare ma feste come queste testimoniano che le istituzioni sono presenti e attente affinché tutte le comunità possano presto rimpossessarsi della loro identità».
La cerimonia ha preso avvio simbolicamente nella vicina scuola d’infanzia “Maria Bambina” - anch’essa ricostruita dopo il terremoto e inaugurata un paio d’anni fa - davanti alla quale il presidente Bonaccini ha rimarcato la forza con la quale la gente emiliana ha saputo rialzarsi, e l’immane lavoro che la Regione sta facendo affinché «anche l’ultima pietra sia riposta dove era prima». L’importanza del legame tra la scuola e la comunità, è stato più volte ribadito dall’arcivescovo. Quindi il corteo, aperto dalla antica croce – una delle poche cose salvatesi della vecchia chiesa – e dal Santo, è partito verso la chiesa. Molto toccante il momento in cui – dopo 5 anni di silenzio – le campane hanno ripreso a suonare, magistralmente mosse dai campanari veronesi in collaborazione con i campanari ferraresi: diversi paesani erano visibilmente commossi. Poi il corteo è giunto in chiesa, dove Mons. Perego – assieme a un emozionatissimo don Alessio Grossi, parroco di San Bartolomeo – e tanti sacerdoti concelebranti – ha officiato la funzione. L’aspersione dell’acqua benedetta ha segnato il riprendere della vita parrocchiale nella comunità. Un momento emozionante, tanto atteso e agognato, che certamente i fedeli di San Bartolomeo non dimenticheranno facilmente.
Marcello Ferrari
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