codigoro
Un piano per salvare il territorio comunale
CODIGORO. Salvaguardare il territorio provvedendo anche a ridurre potenziali nuovi insediamenti urbani da non destinare all’edificazione, così come invece previsto dal vigente Piano Strutturale...
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CODIGORO. Salvaguardare il territorio provvedendo anche a ridurre potenziali nuovi insediamenti urbani da non destinare all’edificazione, così come invece previsto dal vigente Piano Strutturale Comunale (PSC). «Si tratta di un modo – ha sottolineato il sindaco, Alice Zanardi – per determinare un effettivo futuro risparmio di territorio, andando nella direzione della prossima nuova normativa in tema urbanistico». E proprio per andare in questa direzione, di recente il Comune ha reso pubblico un bando che prevede l’individuazione di un tecnico esterno che possa procedere, quando attribuito l’incarico del Comune, ad una variante specifica al Psc tendente all'eliminazione di tutti gli tutti gli ambiti per potenziali nuovi insediamenti residenziali. Si tratta di una opportunità disegnata per il futuro del Comune che, così come immaginato nell’elaborazione del Psc, come capoluogo deve trovare una sua maggiore identità urbana come città di fiume ed assegnare una sua originale configurazione ad ognuna delle sue otto frazioni. In tempi non brevi, in quanto il nuovo strumento urbanistico dovrà consentire il superamento della frammentazione dell’insediamento residenziale nel territorio agricolo che si è sviluppato nell’ambito di grandi aziende agricole, per ospitare i lavoratori dislocati dove veniva richiesto dal processo produttivo agricolo, oltre che come fenomeno spontaneo di propensione all’insediamento lungo la viabilità di raccordo alla statale 309 – Romea, anziché nell’ambito dei nuclei abitati consolidati. Per questo, oltre al Psc, il Comune dovrà attivare altri strumenti operativi urbanistici ed edilizi che impediscano l’impoverimento dell’identità storica dei nuclei urbani di più antica datazione a partire da Codigoro stessa, verificatosi attraverso un processo che ha consentito un’attività di ricostruzione e sovrapposizione che gradualmente ha prodotto estese sostituzioni degli strati edilizi più antichi.
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