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dati positivi dal cso di ferrara 

Da Futur-Pera nuovo rilancio per esportare il prodotto

Da Futur-Pera nuovo rilancio per esportare il prodotto

La seconda edizione del salone Futur-Pera, in programma a Ferrara Fiere, dal 16 al 18 novembre, si è dato l'obiettivo di valorizzare le pere italiane sui mercati esteri, aumentandone la conoscenza e...

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La seconda edizione del salone Futur-Pera, in programma a Ferrara Fiere, dal 16 al 18 novembre, si è dato l'obiettivo di valorizzare le pere italiane sui mercati esteri, aumentandone la conoscenza e la presenza del prodotto nei mercati esteri per favorirne il consumo e ottenere prezzi soddisfacenti per i produttori.

In base ai dati raccolti ed elaborati dal Cso Italy (Centro servizi ortofrutticoli) di Ferrara, la scorsa campagna di commercializzazione delle pere è stata caratterizzata da un buon ritmo di vendita e un 24% in meno di giacenze nei magazzini per tutte le varietà: l'Abate in primis, ma anche Kaiser, Conference e Decana, sono state collocate in maniera regolare e già si comincia a guardare con ottimismo all'inizio della prossima campagna di raccolta che inizierà tra qualche settimana. Attraverso i dati diffusi dall’Oi Pera ed elaborati da Cso, presentati a Prognosfruit 2017 a Lerida (Spagna), importante appuntamento europeo dedicato al mercato della frutticoltura, l’annata 2017 a livello europeo si presenta con una offerta complessiva lievemente inferiore (-1%) al 2016. La produzione totale di pere stimata per l’Europa raggiungerà circa i 2,148 milioni di tonnellate, con importanti Paesi produttori che denotano un calo rispetto alla precedente stagione. Solo Italia e Portogallo segnano un incremento delle produzioni.

L’Italia, con circa 719 mila tonnellate, segna un +5% sul 2016, rimanendo comunque prossima ai valori medi del periodo 2014-2016. Analizzando più nel dettaglio le previsioni relative all’Italia, tutte le principali varietà mostrano segni positivi se confrontati con l’anno precedente: Abate +12%, Kaiser +3%, Decana +11%, Santa Maria +15%. Fanno eccezione solo William (-5%) e Conference (-2%).

Gianni Amidei presidente dell’Oi Pera, parla di «sostanziale stabilità produttiva, con dati che si attestano intorno alla media degli ultimi tre anni. In Emilia Romagna – prosegue Amidei – che rappresenta la Regione leader europea con circa 486.000 tonnellate, il livello produttivo sale del 6% sul 2016 ma si pone perfettamente in linea alla media degli ultimi anni. Le rese appaiono superiori allo scorso anno per tutte le varietà mentre in termini di superfici si nota una stabilità per Abate, William, Santa Maria, Max Red Bartlett, mentre si registrano ancora cali per Kaiser, Decana e Conference. A fronte di una produzione stabile – conclude Amidei – prevediamo un’ottima qualità delle produzioni grazie all’andamento climatico particolarmente caldo e soleggiato pur registrando calibri non elevati a causa della siccità estiva».

Lauro Casoni

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