Da lunedì rinforzi per i controlli in Gad
Ferrara. Settimana di operazioni straordinarie con gli uomini del programma Periferie Sicure promosso dal Viminale
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FERRARA. Arriva anche a Ferrara l’operazione Periferie Sicure, il progetto anticriminalità promosso dal Viminale e che, a partire dalla primavera di quest’anno, ha già toccato numerose città italiane tra cui Torino, Genova, Rimini, Padova, Livorno, Latina, Perugia, Pescara e Reggio Calabria.
Si tratta di un intervento che prevede l’arrivo di forze dell’ordine aggiuntive, con l’obiettivo di garantire maggiori livelli di sicurezza nelle zone ritenute più a rischio con attività di contrasto alle situazioni di illegalità. Nella nostra provincia, come conferma il prefetto vicario, Adriana Sabato, l’operazione durerà una settimana, dal 28 agosto al 2 settembre, e si concentrerà sulla Gad e sulla costa comacchiese, rispettivamente uno dei quartieri più critici della città e un territorio che durante la stagione estiva vede aumentare la propria popolazione così come i punti di aggregazione di potenziale sballo.
Al prossimo arrivo, nel Ferrarese, di nuove unità di rinforzo (tra polizia di Stato, carabinieri, Finanza e personale dei Reparti Prevenzione Crimine) per l’operazione Periferie Sicure, si aggiunge la richiesta - avanzata nei giorni scorsi dalla stessa Prefettura al ministero - di inviare a Ferrara forze speciali di intervento rapido. La richiesta peraltro ha preceduto la sollecitazione del sindaco Tagliani, che a proposito dei problemi della Gad in una recentissima lettera aperta aveva osservato: «Ferrara è tra le città che possono accedere alle Fir (forze di intervento rapido), questo significa che c’è la possibilità di azioni disarticolanti la rete di criminalità che costituisce la evoluzione di una situazione che è cambiata da un anno a questa parte e che denunciammo già la scorsa estate».
Ma se sull’intervento delle forze speciali si attende una risposta da Roma, l’attività di controlli intensivi dell’operazione Periferie Sicure è ormai imminente, e scatterà proprio a partire dalla settimana entrante mettendo in campo unità interforze.
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Una settimana di controlli intensivi a tappeto che, se non vuole e non può essere la soluzione ai problemi di degrado, spaccio e violenza del quartiere Gad, rappresenta comunque un segnale di attenzione nei confronti dei residenti, esasperati da un crescendo di episodi preoccupanti che vanno oltre le risse tra gruppi rivali legate allo spaccio.
Risale a mercoledì 23 agosto la brutta avventura vissuta da una giovane coppia che stava passeggiando lungo il sottomura di Porta Po. I due ragazzi sono stati prima infastiditi da un gruppetto di spacciatori che ha sbarrato loro la strada di proposito e, alle proteste del giovane, si sono rivolti loro con toni aggressivi e minacciosi, e inforcando le biciclette per inseguire i due malcapitati che, vista la situazione, avevano cercato di allontanarsi. Solo la presenza di altre persone li ha “salvati” da uno scontro diretto.
Lo stesso giorno un viaggiatore che camminava trascinando un trolley lungo via Cassoli (non si sa se stava andando a prendere il treno e ne era appena sceso) è stato avvicinato da un malvivente che ha tentato di portargli via il bagaglio.
Un altro grave episodio, due giorni prima, era avvenuto in stazione ai danni di un cittadino francese, rapinato del cellulare che teneva in mano. Dopo il furto con strappo l’uomo ha cercato di reagire, rimediando graffi e spintoni. Sotto choc, ha bussato a diverse porte chiuse (era ormai notte) riuscendo infine ad attirare l’attenzione di alcuni residenti che sono accorsi in suo aiuto chiamando poi i carabinieri. Motivo di lamentele e polemiche è infine l’atteggiamento sempre più spavaldo degli spacciatori, forti di un senso di impunità: «Certo anche la magistratura - aveva sottolineato il sindaco - è chiamata a comprendere che vanno utilizzate, prima ancora delle misure speciali, le aggravanti comuni e le altre ordinarie forme di protezione sociale per assicurare il lavoro delle Forze dell’ordine».
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