Edilizia privata Il terremoto finora è costato 46 milioni
di Gian Pietro Zerbini
In molti casi la ristrutturazione delle case è già terminata Ma l’emergenza a Ferrara sarà conclusa solo nel 2022
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L’emergenza sisma nel comune di Ferrara, nel settore dell’edilizia privata, sarà definitivamente conclusa nel 2022. Dopo oltre cinque anni la situazione comunale appare in uno stato ben avanzato con tanti lavori di ristrutturazione degli edifici conclusi ed anche rimborsati a saldo.
L’architetto Paolo Perelli e l’ingegnere Francesca Carli, tecnici dell’amministrazione comunale in prima linea in questi anni per la verifica delle pratiche di intervento, fanno il punto della situazione sul fronte della ricostruzione degli edifici privati.
Il terremoto nelle case dei ferraresi al momento è costato quasi 46 milioni, la somma delle 405 richieste di contributo approvate. Ventidue milioni e mezzo sono già stati saldati ai 329 proprietari di abitazione che sono arrivati alla conclusione dei lavori. Quasi 10 milioni andranno ai 76 casi di abitazione in cui il cantiere è in un stato di avanzamento lavori. Prevista anche la rimanete quota di pagamento di circa 14 milioni per i casi di ulteriori richieste di contributo.
In pratica due terzi dei contributi richieste sono stati saldati con il pagamento anticipato della banche che verrà coperto dalla Cassa Depositi e Prestiti.
«Non dimentichiamo - spiegano i tecnici - che queste cifre prendono in considerazione i danni agli edifici di una certa entità con tanto di progetto sugli interventi di ristrutturazione da effettuare. Da questo elenco e da questi importi sono esclusi quindi i tantissimi interventi che hanno fatto in forma privata i cittadini ferraresi per sistemare le piccole rotture che si sono aperte con le scosse del maggio 2012».
In questi cinque anni sono pervenute all’ufficio tecnico competente del Comune di Ferrara che si sta occupando di ricostruzione post sisma nel settore dell’edilizia privata 8.646 istanze per visionare edifici lesionati dalle scosse.
La maggioranza degli edifici sottoposti a verifiche è stata giudicata agibile. Mentre per 1.648 (il 19%) è stato necessario un sopralluogo Aedes.
Quasi la metà di questi edifici (798) con supplemento di ispezione è stata giudicata agibile. Altre 447 sono state dichiarate temporaneamente inagibili, 121 parzialmente inagibili, 9 da rivedere, 252 inagibile e 21 inagibile per un rischio esterno dovuto alla vicinanze di strutture a rischio.
Sempre in questo quinquennio sono state complessivamente 448 le richieste accet6tate di contributo per la ricostruzione e di queste 405 sono state approvate. Nel 2013 a poco più di un anno dal devastante sisma, le richieste approvate erano un centinaio, l’anno successivo sfioravano quota duecento, mentre a tre anni dal terremoto si è superato il mura di quota trecento.
Sta sensibilmente aumentando anche il contributo erogato per sanare le richieste approvate che a maggio 2017 (ultimo rilevamento) sfiorava quota 46 milioni. Per fare un po’ di conti, l’anno dopo il sisma, sono stati erogati quasi 5 milioni, saliti a 13 e mezzo nel 2014 e a 24 e mezzo nel 2015, lo scorso anno si era toccato quota 38 milioni.
Ricordiamo che c’è tempo fino al 31 ottobre per presentare domanda di contributo. Proprio per consentire tempi tecnici di ristrutturazione completa saranno necessari altri 4 anni e mezzo per chiudere il cerchio. Di fatto la situazione rientrerà nella normalità dopo 10 anni dal sisma. Vista la situazione generale, Ferrara e i ferraresi sono stati da esempio per la ricostruzione privata dopo le devastazioni dovute ad un terremoto.
L’architetto Paolo Perelli e l’ingegnere Francesca Carli, tecnici dell’amministrazione comunale in prima linea in questi anni per la verifica delle pratiche di intervento, fanno il punto della situazione sul fronte della ricostruzione degli edifici privati.
Il terremoto nelle case dei ferraresi al momento è costato quasi 46 milioni, la somma delle 405 richieste di contributo approvate. Ventidue milioni e mezzo sono già stati saldati ai 329 proprietari di abitazione che sono arrivati alla conclusione dei lavori. Quasi 10 milioni andranno ai 76 casi di abitazione in cui il cantiere è in un stato di avanzamento lavori. Prevista anche la rimanete quota di pagamento di circa 14 milioni per i casi di ulteriori richieste di contributo.
In pratica due terzi dei contributi richieste sono stati saldati con il pagamento anticipato della banche che verrà coperto dalla Cassa Depositi e Prestiti.
«Non dimentichiamo - spiegano i tecnici - che queste cifre prendono in considerazione i danni agli edifici di una certa entità con tanto di progetto sugli interventi di ristrutturazione da effettuare. Da questo elenco e da questi importi sono esclusi quindi i tantissimi interventi che hanno fatto in forma privata i cittadini ferraresi per sistemare le piccole rotture che si sono aperte con le scosse del maggio 2012».
In questi cinque anni sono pervenute all’ufficio tecnico competente del Comune di Ferrara che si sta occupando di ricostruzione post sisma nel settore dell’edilizia privata 8.646 istanze per visionare edifici lesionati dalle scosse.
La maggioranza degli edifici sottoposti a verifiche è stata giudicata agibile. Mentre per 1.648 (il 19%) è stato necessario un sopralluogo Aedes.
Quasi la metà di questi edifici (798) con supplemento di ispezione è stata giudicata agibile. Altre 447 sono state dichiarate temporaneamente inagibili, 121 parzialmente inagibili, 9 da rivedere, 252 inagibile e 21 inagibile per un rischio esterno dovuto alla vicinanze di strutture a rischio.
Sempre in questo quinquennio sono state complessivamente 448 le richieste accet6tate di contributo per la ricostruzione e di queste 405 sono state approvate. Nel 2013 a poco più di un anno dal devastante sisma, le richieste approvate erano un centinaio, l’anno successivo sfioravano quota duecento, mentre a tre anni dal terremoto si è superato il mura di quota trecento.
Sta sensibilmente aumentando anche il contributo erogato per sanare le richieste approvate che a maggio 2017 (ultimo rilevamento) sfiorava quota 46 milioni. Per fare un po’ di conti, l’anno dopo il sisma, sono stati erogati quasi 5 milioni, saliti a 13 e mezzo nel 2014 e a 24 e mezzo nel 2015, lo scorso anno si era toccato quota 38 milioni.
Ricordiamo che c’è tempo fino al 31 ottobre per presentare domanda di contributo. Proprio per consentire tempi tecnici di ristrutturazione completa saranno necessari altri 4 anni e mezzo per chiudere il cerchio. Di fatto la situazione rientrerà nella normalità dopo 10 anni dal sisma. Vista la situazione generale, Ferrara e i ferraresi sono stati da esempio per la ricostruzione privata dopo le devastazioni dovute ad un terremoto.
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