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Più colpite le case nel paleoalveo del Po

Più colpite le case nel paleoalveo del Po

Le case ferraresi nella stragrande maggioranza hanno tenuto bene l’impatto del sisma del 20 maggio 2012 magnitudo 5.9 con l’epicentro a circa 30 chilometri dal centro della città.Buona parte della...

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Le case ferraresi nella stragrande maggioranza hanno tenuto bene l’impatto del sisma del 20 maggio 2012 magnitudo 5.9 con l’epicentro a circa 30 chilometri dal centro della città.

Buona parte della resistenza è dovuto al tipo di costruzione e al tipo di muratura usato per costruire la case. A differenza di altre zone d’Italia, a Ferrara i muri delle case sono fatti prevalentemente con i mattoni e non con massi.

Nella campionatura dei danni alle case nel territorio del comune di Ferrara, 8.646 segnalazioni, solo per l’edilizia privata, si vede chiaramente che i danni maggiori li hanno subiti soprattutto quegli edifici che si trovano nella zona del paleoalveo del fiume Po, il vecchio percorso ora occupato dal Po di Volano. Tra l’altro si è rischiato il fenomeno della liquefazione, con l’invasione della sabbia come purtroppo si è verificato in maniera pesante a San Carlo nel tratto di paleoalveo del Reno. La diversificazione degli effetti del terremoto si vede anche nella vetustà del tipo di abitazioni. L’area della città medioevale (quella a sud-est) è stata più colpita dagli effetti del sisma rispetto a quella più moderna costruita a nord e non solo per la vicinanza del vecchio tracciato del fiume ma anche per il tipo di costruzioni. Non a caso in città gli edifici più danneggiati sono quelli a carattere storico come palazzi e chiese, alcuni dei quali hanno subito lesioni anche durante l’altro devastante terremoto, quello del millennio scorso nel 1570.

Ferrara anche dopo il 2012 rimane in zona 3 di rischio sismico, fermo restando la riclassificazione regionale redatta nel 2003.

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