Dieci anni per risanare il bilancio del Comune
diMaurizio Barbieri
Portomaggiore, definito il piano di rientro. I dettagli nel prossimo consiglio Tra le linee di indirizzo vendita di immobili, tagli a contributi e blocco del turnover
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PORTOMAGGIORE. Il buco di bilancio del Comune, che ammonta a 3,7 milioni di euro su un bilancio di una decina di milioni di euro, sarà spalmato nell’arco di dieci anni. Lo ha deciso il sindaco portuense Nicola Minarelli dopo aver ascoltato i suoi colleghi di giunta. In questo modo il peso economico avrà un minor impatto sui cittadini. I dettagli verranno spiegati durante il consiglio comunale che si riunirà con ogni probabilità l’11 settembre.
Il piano di rientro è stato già definito a grandi linee dalla giunta col supporto del segretario comunale e dirigente del settore Finanze Cristina Zandonini (proveniente a comando dal Comune di Comacchio si è insediata il 6 luglio rimarrà in carica fino a fine ottobre) Marina Zeccoli che il 26 aprile ha rassegnato le dimissioni (era stata incaricata fino al 21 novembre 2019). L’amministrazione sta lavorando a varie soluzioni. Una riguarda la vendita di azioni Hera, il Comune ne ha 200mila che porterebbe 500mila euro nelle esauste casse comunali portuensi.
Il Comune attuerà il blocco del turnover e non sarà sostituito chi andrà in pensione (un paio di dipendenti quest’anno ed un paio l’anno prossimo). Saranno tagliati i contributi ad enti, associazioni, all’Antica Fiera ma occorrerà agire con il bisturi. I lavori nella piscina e nel centro sportivo potrebbero essere congelati, mentre viene escluso l’aumento di servizi e tariffe varie. Alcune opere, godendo di contributi regionali andranno avanti, vedi le scuole. Tagli in vista anche per le manutenzioni ordinarie. Il Comune stipulerà convenzioni con gli agricoltori riguardanti alcuni servizi vedi lo sfalcio dell’erba per un risparmio calcolato almeno in ventimila euro. Si lavora anche ad un piano di dismissione di immobili. Attualmente il Comune detiene la proprietà delle ex scuole medie di via Roma, l’ex Omni, la palazzina di via Giordano Bruno dove trovava sede il giudice di pace, il palazzo che ospitava l’ufficio delle Entrate, le ex scuole di Ripapersico e un terreno dietro le scuole di via Roma. Per queste dismissioni servirà tempo ma nell’arco di una decina di anni qualcuna di queste cessioni potrebbe andare in porto.
Il Comune dovrà anche pensare a come sostituire la dirigente del settore Finanze quando l’attuale, Cristina Zandonini, se ne tornerà a Comacchio. Le ipotesi sono due: cercare un dirigente a scavalco oppure bandire un apposito concorso. Negli anni scorsi la Corte dei Conti aveva effettuato un paio di rilievi riguardanti bilanci di annualità passate che avevano comportato un piano di rientro per oltre due milioni di euro. A seguito dell’attività del consulente Alessandro Caravita sono emerse situazioni di poste di bilancio mantenendo in entrate crediti che non dovevano esserci, per un ammontare di circa 5 milioni, divisi in 2 milioni di investimenti e 3 di parte corrente. Una situazione analoga a quella rilevata dalla Corte dei Conti, riferite ad altre tipologie di entrate.
Il piano di rientro è stato già definito a grandi linee dalla giunta col supporto del segretario comunale e dirigente del settore Finanze Cristina Zandonini (proveniente a comando dal Comune di Comacchio si è insediata il 6 luglio rimarrà in carica fino a fine ottobre) Marina Zeccoli che il 26 aprile ha rassegnato le dimissioni (era stata incaricata fino al 21 novembre 2019). L’amministrazione sta lavorando a varie soluzioni. Una riguarda la vendita di azioni Hera, il Comune ne ha 200mila che porterebbe 500mila euro nelle esauste casse comunali portuensi.
Il Comune attuerà il blocco del turnover e non sarà sostituito chi andrà in pensione (un paio di dipendenti quest’anno ed un paio l’anno prossimo). Saranno tagliati i contributi ad enti, associazioni, all’Antica Fiera ma occorrerà agire con il bisturi. I lavori nella piscina e nel centro sportivo potrebbero essere congelati, mentre viene escluso l’aumento di servizi e tariffe varie. Alcune opere, godendo di contributi regionali andranno avanti, vedi le scuole. Tagli in vista anche per le manutenzioni ordinarie. Il Comune stipulerà convenzioni con gli agricoltori riguardanti alcuni servizi vedi lo sfalcio dell’erba per un risparmio calcolato almeno in ventimila euro. Si lavora anche ad un piano di dismissione di immobili. Attualmente il Comune detiene la proprietà delle ex scuole medie di via Roma, l’ex Omni, la palazzina di via Giordano Bruno dove trovava sede il giudice di pace, il palazzo che ospitava l’ufficio delle Entrate, le ex scuole di Ripapersico e un terreno dietro le scuole di via Roma. Per queste dismissioni servirà tempo ma nell’arco di una decina di anni qualcuna di queste cessioni potrebbe andare in porto.
Il Comune dovrà anche pensare a come sostituire la dirigente del settore Finanze quando l’attuale, Cristina Zandonini, se ne tornerà a Comacchio. Le ipotesi sono due: cercare un dirigente a scavalco oppure bandire un apposito concorso. Negli anni scorsi la Corte dei Conti aveva effettuato un paio di rilievi riguardanti bilanci di annualità passate che avevano comportato un piano di rientro per oltre due milioni di euro. A seguito dell’attività del consulente Alessandro Caravita sono emerse situazioni di poste di bilancio mantenendo in entrate crediti che non dovevano esserci, per un ammontare di circa 5 milioni, divisi in 2 milioni di investimenti e 3 di parte corrente. Una situazione analoga a quella rilevata dalla Corte dei Conti, riferite ad altre tipologie di entrate.
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