La Nuova Ferrara

Ferrara

LA DOMENICA

Parole chiare sui costi dei rifiuti

di LUCA TRAINI
Raccolta differenziata di rifiuti
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Raccolta differenziata di rifiuti

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara

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FERRARA. Che fine ha fatto il risparmio in bolletta che le famiglie chiamate ad un maggiore impegno sulla raccolta differenziata avevano creduto dovesse essere un automatismo, il premio per l’incombenza di tenere in casa i bidoncini, selezionare i rifiuti, custodirli e consegnarli a rigore di eco calendario?

La questione è emersa spesso negli incontri del Caffè della Nuova. Nei paesi in cui è entrato in vigore il porta a porta, di giovedì in giovedì, i rifiuti sono stati tema caldissimo, con il refrain degli sconti attesi ma quasi mai comparsi in fattura. Attesi perché prospettati – e talvolta dichiaratamente promessi – da amministratori che non hanno trovato leva migliore per forzare le ritrosie e la pigrizia dei propri concittadini. In troppi sono andati al sodo, credendo che qualche decina di euro in tasca potesse essere argomento più allettante e immediato dell’ampio ragionare su modelli, comportamenti e sostenibilità ambientale.

Hanno seminato aspettative che sono state sconfessate dai fatti, con il risultato di creare scontento e indispettire. Illudere non è stato utile. Né corretto, da parte di quelle amministrazioni che con le loro scelte hanno contribuito a far aumentare i conti della Tari. Direttamente e no.


Clara, che ha l’affidamento in house dei rifiuti in 21 dei 23 comuni della provincia, offre la panoramica più ampia. Da anni i costi della raccolta sono sostanzialmente congelati. Non salgono, riuscendo ad assorbire l’inflazione. Ma non calano, nonostante l’ottima qualità dei materiali raccolti e avviati al riciclo che frutta buoni ricavi, perché non riesce ancora ad applicare un piano omogeneo su tutto il territorio, quello che garantirebbe economie di scala con risparmi significativi. I costi sono fermi, ma in diverse realtà gli importi in fattura sono aumentati. Accade per quei Comuni che hanno colto l’opportunità di caricare sui rifiuti servizi aggiuntivi o complementari, caricandoli dunque direttamente sui cittadini, con l’avallo della Regione.


Ci sono amministrazioni che scorporano il costo dei dipendenti impegnati nella cura dei cigli verdi delle ciclabili e lo mettono in conto Tari, amministrazioni che si fanno rimborsare le spese per le cooperative a cui hanno affidato servizi di igiene urbana, e altre che chiedono all’azienda di incrementare il passaggio della spazzolatrice in piazza: richiesta dopo richiesta la bolletta dei cittadini lievita.

Come è stato a Comacchio, per il trattamento e il trasporto della montagna di sabbia accumulata da oltre due anni, una partita da 300mila euro che la Regione ha scaricato sul Comune e l’amministrazione affidato a Clara col risultato di un rincaro del 2,5% sulle fatture.


I cittadini utenti meritano parole chiare. Sempre. E di conoscere in anticipo ciò a cui andranno incontro. Come i riflessi della decisione regionale di procedere dal prossimo anno con una ulteriore messa in sicurezza delle duecento vecchie discariche ormai esaurite, per scongiurare il rischio che inquinino terreni e falde. Compito che sarà a carico delle aziende e i cui costi finiranno in bolletta, con un incremento che dovrebbe essere dell’ordine del cinque percento. È giusto saperlo.


Luca Traini

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