Rapinatore seriale tradito dai travestimenti
S. Biagio, aveva colpito anche alla Carife. Era ricercato da 18 mesi dopo essere fuggito dagli arresti
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RAVENNA. Avrebbe compiuto una sessantina di rapine nell’arco di 30 anni, tutte a danno di istituti di credito, il rapinatore seriale arrestato dai carabinieri di Ravenna a Voltana. Si tratta di Gianpietro Ghirardello, 66 anni, ricercato dal 2 febbraio 2016 dopo essere fuggito mentre era agli arresti assegnato alla Casa del Lavoro di Castelfranco Emilia, nel Modenese. L’uomo durante il periodo di latitanza ha compiuto quattro rapine a mano armata, di cui due nel Ravennate, ma secondo gli uomini dell’Arma si tratta di un rapinatore seriale a tutti gli effetti. Il primo colpo lo avrebbe messo a segno il 30 aprile 1982 e da allora non si è fermato, nonostante abbia subito varie condanne. I carabinieri del nucleo investigativo di Ravenna lo hanno individuato il 21 agosto nel centro di Voltana, vicino ad un ufficio postale e dopo un inseguimento lo hanno fermato. L’uomo probabilmente stava effettuando un sopralluogo per un eventuale colpo. Quando i carabinieri gli hanno chiesto di mostrare i documenti, ha esibito una carta d’identità con la sua foto, ma con i dati di un'altra persona e durante la perquisizione i militari hanno trovato sopracciglia finte, orecchini a calamita, occhiali da sole e un cappellino da baseball, che l’uomo utilizzava per camuffarsi durante le rapine. E, particolare che i militari sapevano e che ha permesso loro di riconoscerlo con certezza, è stato il riscontro della la mancanza di un dito nella mano destra. Per Ghirardello sono quindi scattate le manette.
Il 66enne durante le rapine era solito camuffarsi con vari indumenti ed era sempre armato con un coltello o con una pistola poi risultata una replica. Spesso indossava una parrucca, occhiali e sopracciglia finte, altre volte utilizzava invece il cappello da baseball, ma gli inquirenti da tempo erano riusciti a risalire alla sua identità grazie anche ai vari filmati delle banche.
Da febbraio 2016 ad oggi il 66enne si era reso responsabile di quattro rapine a mano armata, tutte a danni di banche per le quali era stato colpito da provvedimenti restrittivi. Nel corso del 2016 era stata emessa un’ ordinanza dal tribunale di Ferrara per una rapina messa a segno il 10 giugno 2016 a San Biagio di Argenta in una filiale della Cassa di Risparmio di Ferrara, che aveva fruttato un bottino di 2.600 euro. L’uomo agiva principalmente nelle province di Rovigo, Verona, Ferrara e Ravenna.
Il 66enne durante le rapine era solito camuffarsi con vari indumenti ed era sempre armato con un coltello o con una pistola poi risultata una replica. Spesso indossava una parrucca, occhiali e sopracciglia finte, altre volte utilizzava invece il cappello da baseball, ma gli inquirenti da tempo erano riusciti a risalire alla sua identità grazie anche ai vari filmati delle banche.
Da febbraio 2016 ad oggi il 66enne si era reso responsabile di quattro rapine a mano armata, tutte a danni di banche per le quali era stato colpito da provvedimenti restrittivi. Nel corso del 2016 era stata emessa un’ ordinanza dal tribunale di Ferrara per una rapina messa a segno il 10 giugno 2016 a San Biagio di Argenta in una filiale della Cassa di Risparmio di Ferrara, che aveva fruttato un bottino di 2.600 euro. L’uomo agiva principalmente nelle province di Rovigo, Verona, Ferrara e Ravenna.
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