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Autonomia all’emiliana La Regione chiede più poteri

di Gian Pietro Zerbini
Autonomia all’emiliana La Regione chiede più poteri

L’assessore Petitti spiega l’iter per avere più margini di manovra legislativa «Agiamo nel solco della Costituzione per costruire un nuovo regionalismo»

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La Regione Emilia Romagna chiede allo Stato una maggiore autonomia su quattro materie. L’assessore Emma Petitti, che ha la delega sul riordino istituzionale, sta coordinando un percorso di lavoro che porterà, si spera per la fine dell’anno, a raggiungere una più qualificata autonomia in materia legislativa sui temi legati al lavoro, alla formazione, al welfare e sanità e all’ambiente.

«Premetto - dichiara l’assessore regionale Petitti - che partiamo per costruire questa autonomia nel solco della Costituzione Italiana. L’articolo 116, al terzo comma, consente che possano essere attribuite alle regione, con legge dello Stato - su iniziativa della Regione interessata e sentiti gli enti locali - alcune autonomia. Preservando i capisaldi della nazione contenuti nella nostra Costituzione, crediamo con questa proposta di costruire un modello più aggiornato ed un nuovo regionalismo».

Questa iniziativa, secondo i piani della regione Emilia Romagna, serve per avere una maggiore autonomia definita strategica per aumentare gli standard di rendimento.

«Abbiamo avuto - rilancia Petitti - un tasso di crescita dell’1,4%, siamo la locomotiva d’Italia per aumento occupazionale con 48mila posti di lavoro in più, oltre a far notare un calo nel tasso di disoccupazione. Abbiamo bisogno di incrementare, la capacità ricettiva delle nostre imprese e per far questo stiamo lavorando per avere una autonomia legislativa su alcune materie che sono state individuate ponendo al centro il patto per il lavoro che la regione ha sottoscritto con 51 tra enti e associazioni di categoria nel 2015».

Sono già state fatte due sedute per avviare questo progetto, si procederà poi ad approvare le linee di indirizzo e il lavoro e il lavoro passerà alle commissioni e all’assemblea legislativa, che dovrà dare un mandato per aprire un dibattito con il Governo e questa intesa sarà la base di una legge che delegherà il passaggio della materia. Si passerà poi ad un documento di intesa con il governo e a quel punto si arriverà ad una legge approvata dal Parlamento.

I prossimi mesi saranno decisivi e la regione già alla fine di settembre spera di presentare il tutto al Governo attraverso l’intervento del sottosegretario Bressa e successivamente con quello del premier Gentiloni.

Nel momento in cui parte il confronto con il Governo ci sarà anche la discussione sulle risorse da mettere in campo per rendere operativa l’autonomia sulle materie scelte.

«Tra gli obiettivi - conclude l’assessore regionale Petitti - abbiamo quello di puntare ad una maggiore autonomia legislativa che possa occuparsi di lavoro, con nuove forme anche di ammortizzatori sociali della formazione professionale, della rigenerazione urbana per quanto riguarda l’ambiente e il territorio. Vogliamo creare un modello che sia da esempio alle altre regioni».

L’autonomia all’emiliana sta quindi già decollando con l’obiettivo di completarsi prima della fine della legislatura parlamentare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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