la protesta della Fials
«Troppe 11 ore nel turno di notte»
Sotto accusa l’Usl anche perché il S. Anna ha mantenuto le 10 ore
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Il sindacato Fials continua la sua battaglia contro l’allungamento a 11 ore lavorative nel turno di notte. «Nei servizi sanitari dell’Ausl - dice Mirella Boschetti, segretario provinciale Fials - firmano infermieri, OSS, autisti del 118, contro l’impostazione delle 11 ore notturne, introdotte dall’1 aprile 2017».
«È paradossale - continua Boschetti - che l’azienda Usl, peggiori la situazione lavorativa, introducendo le 11 ore di notte, quando la normativa chiede unicamente il rispetto dell’intervallo di 11 ore di riposo tra un turno e l’altro, l’ Azienda Ospedaliera-Universitaria Sant’Anna di Ferrara, ha mantenuto le 10 ore notturne, a dimostrazione che la legge non impone 11 ore di notte. È controproducente, costringere gli operatori sanitari, in gran parte over 50, al maxi turno notturno, che porta ad un incremento del carico di lavoro in tale fascia oraria, conseguente alla nuova riorganizzazione della turnistica. La salute dei lavoratori, il clima organizzativo, sono elementi imprescindibili per il buon funzionamento dei servizi sanitari». In Paesi come la Francia, continua il ragionamento della Fials, si sta valutando di mandare in pensione gli infermieri a 55 anni in quanto riconosciuto lavoro usurante.
«In Italia - continua Boscehhti - abbiamo una “legge burla” sui lavori usuranti che va rivista. Quanti sono gli operatori della sanità che fanno turni notturni che in “forza” di questa legge, sono riconosciuti “operatori usurati? “ La Legge Fornero delle larghe intese, ha fatto il resto, mantenendo in servizio i “nonni” e lasciando a casa i “nipoti” peraltro già molto cresciuti. Un passo indietro adeguando gli organici e non aumentando le ore notturne».
«È paradossale - continua Boschetti - che l’azienda Usl, peggiori la situazione lavorativa, introducendo le 11 ore di notte, quando la normativa chiede unicamente il rispetto dell’intervallo di 11 ore di riposo tra un turno e l’altro, l’ Azienda Ospedaliera-Universitaria Sant’Anna di Ferrara, ha mantenuto le 10 ore notturne, a dimostrazione che la legge non impone 11 ore di notte. È controproducente, costringere gli operatori sanitari, in gran parte over 50, al maxi turno notturno, che porta ad un incremento del carico di lavoro in tale fascia oraria, conseguente alla nuova riorganizzazione della turnistica. La salute dei lavoratori, il clima organizzativo, sono elementi imprescindibili per il buon funzionamento dei servizi sanitari». In Paesi come la Francia, continua il ragionamento della Fials, si sta valutando di mandare in pensione gli infermieri a 55 anni in quanto riconosciuto lavoro usurante.
«In Italia - continua Boscehhti - abbiamo una “legge burla” sui lavori usuranti che va rivista. Quanti sono gli operatori della sanità che fanno turni notturni che in “forza” di questa legge, sono riconosciuti “operatori usurati? “ La Legge Fornero delle larghe intese, ha fatto il resto, mantenendo in servizio i “nonni” e lasciando a casa i “nipoti” peraltro già molto cresciuti. Un passo indietro adeguando gli organici e non aumentando le ore notturne».
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